Coronavirus, i messaggi tra le infermiere e i non udenti: “Ti saluta tuo figlio”

Un gesto di umanità verso alcuni pazienti doppiamente in difficoltà.

Area isolamento coronavirus

Le infermiere e i non udenti hanno trovato il modo di comunicare nonostante le restrizioni necessarie in terapia intensiva. A diffondere il dolce gesto è il personale dell’ospedale di Pavullo, in provincia di Modena. Il protagonista, in questo caso, è un paziente che si è ritrovato ‘sommerso’ da numerosi messaggi.

«Dolcezza che scalda il cuore»: così è stata definita. Sono tanti i messaggi commossi su Facebook: «Finalmente una notizia bella in tante brutte. Speriamo che la paziente sorda guarisca presto e bene e ancora grazie per la passione».

#coronavirusComunicare con i pazienti anziani con difficoltà uditive? Le infermiere dell'ospedale di Pavullo lo fanno così, con una dolcezza che scalda il cuore

Pubblicato da Azienda USL di Modena su Lunedì 23 marzo 2020

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I protagonisti di una storia che rallegra in un momento di sconforto generale sono ancora una volta gli operatori sanitari, in prima linea contro un nemico invisibile e senza pietà. I problemi di comunicazione in terapia intensiva non mancano di certo, ma le infermiere i non udenti trovano il modo di comunicare. I pazienti non vengono mai lasciati soli.

Scritte su fogli A4: «Come stai?»; «Ti saluta tuo figlio»; «Coronavirus negativo, ti spostiamo in un altro reparto». La fotografia è stata condivisa su Facebook dall’Azienda USL di Modena e ha fatto il giro del web, intenerendo tutti gli utenti.

«Comunicare con i pazienti anziani non udenti? Le infermiere dell’ospedale di Pavullo lo fanno così, con una dolcezza che scalda il cuore»: si legge a corredo del post. Tanti poi i commenti di apprezzamento da parte degli utenti che seguono la pagina.

«Un grazie immenso per questa comunicazione che arriva dritta al cuore e non solo agli occhi e alla testa. Finalmente una notizia bella in tante brutte. Mi auguro che la paziente sorda guarisca presto e bene e ancora grazie per la passione, l’attenzione e i riguardi messi nei confronti dei sordi»: scrive Rocco.

E ancora: «Grazie, siete fantastici. Da sorda e psicologa, immagino la vostra fatica, ma un po’ di carta e un po’ di pennarello tranquillizzano assai, siete un bell’esempio di comunicare si può», il commento di Valentina.

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