Coronavirus: il pangolino l’ha trasmesso all’uomo?

Tutto è partito da uno studio effettuato da un’equipe della South China Agricultural University.

coronavirus pangolino

In quest’ultimo mese, per parlare del Coronavirus sono state chiamate in causa diverse ipotesi. Tra queste è possibile citare la trasmissione del virus dai serpenti ai pipistrelli e, successivamente, da questi ultimi all’uomo. Ora, mentre la comunità scientifica si sta impegnando per trovare una cura alla patologia, si punta il dito contro il pangolino, animale da cui il virus dei pipistrelli sarebbe mutato arrivando a colpire l’uomo.

Questo mammifero, il cui aspetto ricorda tanto quello di un formichiere, è al centro dell’attenzione non solo per via del Coronavirus ma anche perché le sue scaglie di cheratina, considerate dalla medicina tradizionale cinese un efficace rimedio naturale (questa “fortuna” ha un rovescio della medaglia non indifferente legato al fatto che il pangolino è al centro di traffici clandestini importanti).

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Lo studio da cui tutto è partito

Quando si parla dei motivi per cui il pangolino è considerato il “colpevole” del Coronavirus, è necessario chiamare in caus uno studio scientifico condotto da un team attivo presso la South China Agricultural University di Guangzhou.

Il lavoro scientifico in questione, i cui dettagli sono stati pubblicati sul sito dell’ateneo, è stata effettuata partendo da dati genetici. Secondo quanto si può leggere sul sito web ufficiale dell’Università cinese, rappresenterebbe un punto di riferimento di grande importanza per la prevenzione e il controllo del coronavirus.

Il team che si è occupato dello studio ha confrontato le sequenze genetiche del Coronavirus prelevate da esemplari di pangolino e da alcuni soggetti umani. Il risultato? Una sovrapponibilità del 99% circa. Dal momento che i dettagli dello studio sono stati pubblicati unicamente sul sito ufficiale dell’Università e non su riviste scientifiche, la comunità medica internazionale raccomanda cautela.

Le conoscenze pregresse

Prima che si iniziasse a parlare del pangolino come del “responsabile” del Coronavirus, la scienza era consapevole del fatto che questo mammifero fosse un ospite del Coronavirus (lo stesso vale per i pipistrelli). I medici hanno altresì notato che i recettori dei Coronavirus presente nei pangolini sono molto simili a quelli del 2019-nCoV. Il terreno è ricco di sospetti ma, come sopra ricordato, si attende la pubblicazione dei dati genetici precisi analizzati dai ricercatori cinesi.