Coronavirus, il virologo Andreoni: “Quest’anno è meglio andare in montagna”

Il motivo è legato al minor rischio di assembramenti.

Intervistato dal quotidiano Il Messaggero, il virologo Massimo Andreoni, Direttore della Società Italiana di Malattie Infettive, ha detto la sua in merito a un tema molto discusso nelle ultime settimane: le vacanze che ci attendono in questa strana estate.

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In montagna distanziamento più semplice

Tra gli aspetti che anche Giuseppe Conte ha sottolineato come cruciali per la fase 2 c’è il distanziamento sociale. A detta di Andreoni, sarebbe molto più semplice attuarlo in montagna rispetto che al mare.

L’esperto ha commentato anche le affermazioni di chi sostiene che il soggiorno in località balneari possa essere foriero di benefici alla salute per via dello iodio. Ha specificato che le località di mare possono avere degli indubbi vantaggi e che tra questi rientra anche la possibilità di respirare iodio.

Ha però posto l’accento sul fatto che, soggiornando in zone turistiche in prossimità del mare, si paga lo scotto dell’eccessivo rischio di assembramento. Ha quindi specificato che tra la possibilità di respirare iodio e quella di trascorrere le vacanze in un luogo caratterizzato da poco assembramento è da preferire senza dubbio quest’ultima.

Cosa potrebbe succedere con l’arrivo del caldo

Un altro tema toccato da Andreoni nel corso dell’intervista al quotidiano romano è quello del destino del virus con l’arrivo delle temperature calde. L’esperto ha specificato che non è assolutamente detto che il virus scompaia. Quello che è molto probabile è un calo, tipico di tutte le virosi respiratorie quando le temperature si alzano.

Ha dichiarato che, nel corso della fase 2, non bisogna correre il rischio di far camminare il virus senza controllo. Ha sottolineato l’importanza di controllarla dal punto di vista della numerosità dei casi, auspicando – e si è detto ottimista a tal proposito – in un arrivo del vaccino.

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