Coronavirus in Cina, la causa è il serpente?

E si blocca anche il mercato del cinema a Pechino.

La colpa è dei topi. No, è del guano dei pipistrelli. Contrordine compagni – siamo pur sempre in Cina – è colpa del residuo del sangue della pipì dei maiali che macelliamo in quegli stessi terreni dove nelle fiere si scannano gli animali e poi facciamo giocare i bambini. Tutte teorie potenziali quelle che riguardano l’allarmante coronavirus cinese, che sembra spandersi sempre più nel Paese più industrializzato d’oriente.

Si incolpano sempre gli animali o quelli che in genere stanno in contatto con l’uomo quando si espande una epidemia – non si può chiamare pandemia perché ancora non ha ufficialmente superato la Cina – e adesso sembra che la colpa tocchi ai serpenti. Una teoria che a spiegarla a un occidentale del mondo è complicata da spiegare, ma che può essere la dura verità per una società, come quella cinese, che con certi animali è quasi abituata a convivere.

Sembra essere quindi l’animale più odiato dalla Bibbia l’anello di congiunzione che ha portato al mutamento genetico del virus che ormai è stato trasmesso dall’animale all’uomo in centinaia, forse migliaia di casi.

Le cause dovrebbe essere non tanto i serpenti, quanto quei rettili venduti nel mercato degli animali vivi, che in Cina sembra essere qualcosa di normale. Animali selvatici, serpenti e pipistrelli, venduti senza parametri igienici, per scopo alimentare. Senza seguire i classici parametri della filiera che seguiamo in Europa e in particolare in Italia.

serpente

Il risultato è questo virus, figlio dell’unione tra più ceppi di virus, che ora sta facendo strage tra gli uomini. «I risultati della nostra analisi evoluzionistica suggeriscono per la prima volta che il serpente è il più probabile animale selvatico serbatoio del virus 2019-nCoV», scrivono i ricercatori.

Intanto, il coronavirus che dalla Cina ha fatto scattare l’allarme contagio in tutto il mondo ha rovinato i piani dei grandi produttori cinematografici cinesi, costretti a cancellare l’uscita di diversi film nelle sale, programmati proprio durante le vacanze del Capodanno cinese, la stagione più ricca per il box office. A raccontarlo è Bloomberg che ha messo insieme gli annunci di varie case di produzione.

I produttori di Balzo, film basato sulla storia vera di una squadra di pallavolo femminile cinese, hanno annunciato a cancellazione della premiere, come successo anche a Jiang Ziya, il più atteso dei film che dovevano uscire nella settimana di vacanze per il Capodanno cinese.

Le varie cancellazioni seguono gli annunci delle autorità sanitarie cinesi che hanno chiesto alla popolazione di evitare assembramenti in luoghi pubblici, dove il virus simile alla Sars potrebbe diffondersi.