Coronavirus in Italia, la Protezione Civile: “I sanitari non hanno saputo riconoscere i sintomi”

Le parole di Angelo Borrelli, commissario per l’emergenza coronavirus in Italia.

«C’è stata una non conoscenza dei sanitari, che non sono stati in grado di riconoscere i sintomi del virus».

Così Angelo Borrelli, commissario per l’emergenza coronavirus in Italia e capo dipartimento della Protezione Civile, rispondendo a chi gli ha chiesto, durante una conferenza stampa che si è svolta a Roma, quali potessero essere i motivi della rapida diffusione del Covid-19 nel nostro Paese.

«Non è un problema di quantità di test. Ci sono state situazioni in cui non si è stati in grado di riconoscere immediatamente i sintomi del virus», ha aggiunto Borrelli sottolineando che non si tratta di una «colpa» dei medici quanto di una «difficoltà» ad individuare i sintomi.

Borrelli ha poi annunciato che in merito all’isolamento di alcuni territori, la Protezione Civile sta «definendo una serie di linee guida sui comportamenti da tenere nelle aree chiuse e per la gestione di criticita’ a livello nazionale qualora dovesse esserci l’esigenza».

Borrelli ha anche comunicato la stima dei contagiati: «132 persone positive, 2 decedute ed una guarita». E i numeri: «Per la Lombardia ad ora ci sono 89 persone affette dal Coronavirus, in Veneto 24, in Piemonte 6, in Emilia Romagna 9 e 2 nel Lazio. 129 persone sono sotto osservazione del Servizio sanitario nazionale: 54 sono negli ospedali con sintomi, 26 in terapia intensiva e 22 in isolamento domiciliare».

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Borrelli ha anche affermato che non è stato trovato il paziente zero: «Non siamo riusciti ad individuare il paziente zero e dunque è difficile formulare previsioni sulla diffusione. La decisione valida da adottare e’ stata quella di chiudere questi territori».

Tuttavia, sono stati effettuati oltre 3mila tamponi: «un livello elevatissimo di screening sanitario».

Infine, rispondendo a Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui «l’Italia ha sbagliato a chiudere i voli dalla Cina», Borrelli ha detto: «Anche se avessimo mantenuto i voli dalla Cina, non avremmo potuto trovare tutti coloro i quali hanno avuto contatti con la persona rientrata dal paese asiatico». E ancora: «Se un soggetto rientrato dalla Cina, anche con voli diretti, poi si muove sul territorio, sfido chiunque a ricordarsi chi incontrato negli ultimi 15 giorni».

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