Coronavirus, in Lombardia basta l’autocertificazione? Come va formulata?

Stare a casa e a distanza di sicurezza: queste le direttive del decreto. Ma per chi deve muoversi quali sono le regole da seguire?

Posti di blocco per il Coronavirus
Controlli sulle strade

La fuga di notizie sul decreto governativo e quella dei pendolari che dal Nord sono scappati al Sud nella notte precedente all’ufficializzazione. Ospedali al collasso che ragionano come in guerra: si sceglie chi curare e chi no. Ma in Lombardia basta l’autocertificazione?

L’intera Regione e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia sono chiuse in entrata e in uscita. Questo almeno sino al 3 aprile. Di fatto, però, ci si potrà muovere anche all’interno del territorio solo per emergenze o «comprovate» esigenze lavorative.

Posti di blocco per il Coronavirus
Posti di blocco per il Coronavirus

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Comuni e Regioni hanno chiesto chiarimenti su come attuare le direttive emanate dal governo nazionale. Ci sono dei passaggi poco chiari, ma è arrivata una soluzione – criticata dai più – per chi deve andare a lavorare. L’autocertificazione per gli spostamenti, da fare anche sul posto al momento del controllo su strade, treni e aerei. Chi imbroglia però può essere denunciato e rischiare fino a tre mesi di carcere.

La «veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli» e le forze dell’ordine devono chiedere al cittadino di dire la verità, spiegando anche cosa rischia. Se dovessero essere accertate false dichiarazioni, il soggetto in questione verrà arrestato. I passeggeri in partenza, oltre al biglietto, dovranno fornire un’autocertificazione. Gli stessi controlli li prevedono le città di destinazione. Restano esclusi i passeggeri in transito.

Pier Paolo Sileri, viceministro della Salute
Pier Paolo Sileri, viceministro della Salute

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Nuove norme anche per chi è diretto all’estero: «Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni»: spiega Pierpaolo Sileri, viceministro alla salute.

E poi aggiunge: «Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso». Fuori dalle limitazioni di entrata e uscita nelle zone arancioni, sono gli spostamenti per comprovate esigenze lavorative e di salute. I controlli sono a campione e gli interessati potranno comprovare i motivi dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una semplice dichiarazione verbale.

«La filosofia con cui ci rivolgiamo al cittadino non è quella del lasciapassare da procurarsi a tutti i costi, ma del più alto senso di responsabilità da parte di ognuno di noi»: conclude il viceministro. Per i motivi di salute, inoltre, sarà meglio mostrare un certificato medico; nel caso di motivi di lavoro, una dichiarazione dell’azienda.