Coronavirus in Lombardia, quarantena per 60 persone

Matteo Salvini: “Situazione preoccupante, sto andando in Lombardia”

Si è attivata la macchina precauzionale dopo la positività al Coronavirus di un 38enne, della moglie e di un amico. Il primo, tra l’altro, è in prognosi riservata e le sue condizioni sarebbero gravi. La seconda e il terzo, invece, si trovano in isolamento all’ospedale Sacco di Milano, punto di riferimento per le bioemergenze nel Nord Italia.

L’AUSL di Piacenza, a tal proposito, ha avviato verifiche e controlli anche sul territorio dell’Emilia Romagna. Ciò perché il collega proveniente dalla Cina con cui il 38enne ha cenato lavora per una ditta di Fiorenzuola D’Arda, comune del Piacentino. Quindi, i sanitari sono al lavoro per verificare eventuali contatti dell’italiano con i dipendenti dell’azienda.

Sulla vicenda è intervenuto anche Matteo Salvini, leader della Lega: «Sto rientrando in Lombardia. Farò un salto in Regione Lombardia all’ora di pranzo perché la situazione è preoccupante. Dalle notizie che ho non c’è solo un contagiato ma ce n’è più di uno. Tutti localizzanti nella stessa località. Il problema – ha aggiunto il leghista – è che stando alle informazioni che si hanno erano in giro da giorni e giorni, in Lombardia e non solo. Quindi se uno sta in giro per 15 giorni quante persone ha incontrato? La domanda sui controlli di chi entra e chi esce? Non vorrei le polemiche, non penso ai controlli solo ai barconi o ai barchini. Penso ai controlli su chiunque entra ed esce dall’Italia: evidentemente qualcosa non funziona».

Inoltre, si è appreso che circa 60 persone, entrate in contatto con il 38enne, cominceranno la quarantena obbligatoria. Da decidere, però, se il periodo di isolamento sarà domiciliare o in una struttura specifica.

Infine, da rimarcare le parole di Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia: «Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria è di non recarsi in pronto soccorso, ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio».