Coronavirus, istituita zona rossa in un comune della Calabria

Succede a Palmi, in provincia di Reggio Calabria. L’ordinanza è stata firmata dalla presidente Jole Santelli.

Dalla mezzanotte di oggi, lunedì 22 giugno, alcune aree del comune di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, sono diventate ‘zona rossa’.

Lo prevede un’ordinanza della Regione Calabria, firmata nella tarda serata di ieri dalla presidente Jole Santelli. L’obiettivo è contenere la diffusione del coronavirus dopo che si è registrato un aumento del numero dei contagi nel Comune – 8 positivi al 20 giugno – indirizzato soprattutto ai quartieri dell’area costiera, Pietrenere – Tonnara – Scinà.

È stato, pertanto, disposto il divieto di allontanamento e accesso all’area per tutti, ad eccezione degli operatori sanitari e socio-sanitari, delle forze dell’Ordine e del personale impegnato nei controlli, nell’assistenza e nelle attività riguardanti l’emergenza.

Gli spostamenti sono, quindi, limitati al massimo: sono consentiti solo quelli ritenuti ‘essenziali’. Sono previsti, inoltre, «il potenziamento dell’attività di individuazione di eventuali altri soggetti positivi asintomatici» e la valutazione della «reale incidenza della patologia nell’ambito dell’area di attuale diffusione del contagio, anche mediante l’installazione di una tensostruttura» per i test diagnostici.

Con l’ordinanza, «sono sospese tutte le attività commerciali e produttive» a eccezione di quelle ritenute «essenziali» e viene «ribadita la necessità» di «mantenere comportamenti rispettosi dell’igiene, del distanziamento interpersonale con divieto di assembramenti e dell’uso di protezioni delle vie aeree». Le disposizioni restano in vigore fino alle 14 di venerdì 26 giugno.

Sulla pagina Facebook del Comune di Palmi si legge: «Nel corso della concertazione con la Regione Calabria e tutte le autorità competenti, siamo riusciti a scongiurare una chiusura della città e una chiusura prolungata dell’area costiera. Quattro giorni dunque, per tutelare sia la salute sia la stagione estiva, oltre che per essere certi di ripartire in totale sicurezza. Questo tempo servirà inoltre per effettuare una capillare campagna di screening» che «ci consentirà di avere un’effettiva contezza della situazione».

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