Coronavirus, la rabbia degli operai: “Non siamo carne da macello”

Lavoratori e sindacati si battono per avere maggiori tutele, data la pandemia da Covid-19.

Operaio
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La decisione di mantenere aperte le fabbriche fa scattare la rabbia degli operai. I lavoratori minacciano di scioperare. Non ci stanno a essere una categoria di serie B, rispetto a chi ha la possibilità di rimanere a casa, minacciano di scioperare.

Chiedono di rimanere chiusi almeno fino al 22 marzo, affinché possano essere sanificati gli ambienti in cui stanno continuando a lavorare, nonostante la progressione del Coronavirus in Italia. Scioperi spontanei sono già stati segnalati da Brescia a Mantova, i sindacati chiedono che vengano garantiti i livelli di sicurezza sanitaria.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

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Ecco allora che Giuseppe Conte ha convocato una videoconferenza da Palazzo Chigi con le associazioni industriali e le sigle sindacali. Saranno presenti anche i ministri del Lavoro, Nunzia Catalfo, dell’Economia, Roberto Gualtieri, e della Salute, Roberto Speranza. Oggetto del confronto sarà «l’attuazione delle previsioni contenute nell’ultimo Dpcm riguardanti i protocolli di sicurezza nelle fabbriche a tutela della salute dei lavoratori».

La segretaria generale Fiom, Francesca Re David, ha definito «inaccettabile la mancanza nel nuovo Dpcm di misure e iniziative volte alla protezione dei lavoratori che stanno garantendo la tenuta economica del Paese in una condizione di grave emergenza».

Alla Ast di Terni da domani ci saranno otto ore di sciopero per ogni turno di lavoro, fino al 13 marzo compreso. Alla Fincantieri di Marghera i sindacati confermano la protesta dettata dall’emergenza sicurezza.

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«Non siamo carne da macello»: hanno detto alcuni operai di alcune aziende della provincia di Brescia. Un altro caso è quello dei lavoratori della Corneliani di Mantova: 450 operai hanno deciso di scioperare «per chiedere che non ci siano cittadini di serie A e di serie B: la salute è una ed è di tutti».

L’Usb – Unione sindacale di base – dichiara che partiranno 32 ore di sciopero dei settori industriali non essenziali. Un richiamo arriva anche da Tarnato, dove la Fim Cisl denuncia il comportamento di Leonardo a Grottaglie e la mancata adozione di tutele per i lavoratori. La compagnia ribatte che è in piedi una «serie di misure» per contenere il rischio di contagio.

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