Coronavirus: la verità sulla sperimentazione del vaccino in Africa

La bufala circola in rete da tempo e ha scatenato aspre polemiche.

In Francia è fervente una polemica relativa alla sperimentazione del vaccino per il Coronavirus. Si tratta però di un polverone che non ha ragion d’essere, dal momento che tutto si basa su una teoria complottista che si è diffusa sul web. La realtà, come vedremo tra poco, è molto diversa.

Cosa sapere sulla sperimentazione del vaccino del Coronavirus in Francia

Entrando nel vivo delle sperimentazioni sul vaccino contro il Coronavirus attualmente in atto, è il caso di citare diversi progetti in Australia e altri da avviare in territorio europeo. In quest’ultimo caso, si ha a che fare soprattutto con lavori di ricerca che vedono in primo piano il vaccino BCG contro la tubercolosi, che potrebbe rivelarsi efficace ai fini dell’aumento della resistenza contro il Coronavirus.

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Commentando i progetti in questione nel corso di una trasmissione televisiva in onda lo scorso 1° aprile, il DottorJean Paul Mira, primario del reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Cochin di Parigi, ha lanciato una provocazione che ha fatto discutere e ha acceso diverse  polemiche.

Ha infatti proposto, ovviamente non senza intenzioni serie, di evitare la sperimentazione in Africa in quanto non ci sono dispositivi di protezione individuale e la sanità è molto meno strutturata e di farla piuttosto coinvolgendo le prostitute in virtù del loro alto livello di esposizione al contagio (approccio che si mette in atto in alcuni studi incentrati sull’AIDS).

 

Tornando un attimo alla sperimentazione, ricordiamo che non riguarda un nuovo vaccino ma il già ricordato BCG (vaccino Bacille Calmette-Guerin), conosciuto da 80 anni e oltre e, attualmente, l’unico davvero efficace contro la tubercolosi.

Il suo possibile ruolo contro il Covid-19 è un’ipotesi ancora al vaglio della comunità scientifica. Per ora, l’Australia ha lanciato un test su 4000 persone tra medici e operatori sanitari. Anche l’Europa sembra pronta a seguire questo esempio.

Tornando alle parole del Dottor Mira, ricordiamo che l’esperto si è scusato. Lo stesso ha fatto il Dottor Camille Locht, presente anche lui in trasmissione. Il medico appena citato, replicando alle parole di Mira, aveva infatti affermato di pensare alla possibilità di avviare, in territorio africano, uno studio sulle prostitute. Le loro parole hanno ricevuto una ferma condanna da parte del numero uno dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha parlato di retaggi di mentalità coloniale.

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