Coronavirus, l’esperto: “Non indossare le mascherine è un grave errore”

George Gao è il direttore del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, uno dei più illustri virologi mondiali.

George Gao
George Gao

A parlare è chi si è occupato del primo isolamento e dello studio della sindrome respiratoria acuta da Covid-19. Ha lavorato a stretto contatto con l’Oms e ha stilato un rapporto dettagliato sul Coronavirus. Insomma se che non indossare le mascherine è un grave errore lo dice lui, possiamo crederci.

Il primo punto, nella lotta alla seconda pandemia del nostro secolo, è l’isolamento. La quarantena è il modo più efficace per contenere i contagi. E questo diventa ancora più importante se non si è in possesso di cure sperimentate e di vaccini.

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Secondo George Gao, una volta individuata la strategia, è fondamentale che il Governo sappia come muoversi per dare indicazioni alla popolazione. Ci deve essere un piano preciso e va rispettato da tutti: nessuno escluso.

Il punto cruciale, poi, secondo l’esperto, è un altro: «Non indossare le mascherine è un grave errore». E sarebbe il tallone d’Achille dell’Occidente. Sono le ‘goccioline’ trasmesse per via aerea a veicolare il Coronavirus, e sono quelle che bisogna evitare a tutti i costi.

Il Covid-19 poi resiste a lungo su determinate superfici, l’igiene è fondamentale. Lavarsi le mani con acqua e sapone (o usare i gel a base di alcol se non si hanno alternative) e tenere gli ambienti puliti fa una grande differenza.

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«Le persone infette devono essere isolate. Ciò dovrebbe accadere ovunque. Puoi controllare il virus solo se riesci a rimuovere la fonte dell’infezione. Ecco perché abbiamo costruito ospedali modulari e riconvertito gli stadi»: ha dichiarato George Gao.

Alle accuse mosse al Governo cinese, circa il ritardo con il quale avrebbe condiviso le informazioni in suo possesso circa quella che era ancora un’epidemia, risponde che l’Oms è stata avvertita nel giro di poche ore, non giorni come pensano in molti.

«L’immunità di gregge non l’abbiamo ancora raggiunta, ma stiamo aspettando i dati sui contagi reali per avere un’idea più chiara»: ha detto. E poi ha concluso assicurando che si sta lavorando a un vaccino e che per aprile si avranno i primi dati ufficiali circa l’efficacia del Remdesivir.

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