Coronavirus: lo studio finlandese sulle mutazioni

Gli esperti del Paese ne hanno individuate 40.

Tra gli aspetti che vengono approfonditi quando si parla di Coronavirus, rientrano senza dubbio le mutazioni del virus. Interessante a tal proposito è il punto di vista di un team di scienziati islandesi che afferma di aver trovato ben 40 mutazioni del virus.

Come sono state scoperte le mutazioni

Le mutazioni in questione sono state scoperte analizzando i tamponi dei pazienti Covid-19 in Irlanda, che al 24 marzo erano 600. Utilizzando il sequenziamento genetico, i ricercatori sono riusciti a identificare il numero di mutazioni del virus.

Le varianti genetiche ricoprono un ruolo molto importante. Quando le si nomina, si chiamano in causa delle “impronte digitali” che possono aiutare a capire da dove il virus ha avuto origine. Gli scienziati islandesi sono riusciti a risalire al Coronavirus in 3 Paesi europei – Italia, Austria e Regno Unito – e a scoprire che 7 tra le persone infette avevano recentemente assistito a una partita di calcio nel Regno Unito.

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Cosa sapere sulle mutazioni dei virus

Come ben si sa, i virus mutano man mano che si evolvono. Questo può portarli a comportarsi in modi diversi. Gli esperti ritengono che l’infezione si sia nascosta per diversi anni negli animali prima di acquisire la capacità di fare il salto di specie e di coinvolgere l’uomo.

Rimanendo nell’ambito dell’impegno degli scienziati islandesi, citiamo un esperimento che ha coinvolto le autorità sanitarie del Paese e la società deCODE Genetics. Complessivamente, gli esperti hanno proceduto al monitoraggio di 9.768 persone. Questo numero comprende sia soggetti con diagnosi di Covid-19, sia persone sintomatiche. Le autorità sanitarie islandesi hanno preso in considerazione anche soggetti a rischio di contagio.

Grazie a questi dati, DeCode Genetics è riuscita a scoprire in che modo il virus è entrato in Islanda, una nazione insulare con 650.000 abitanti. Commentando i risultati appena citati, la Dottoressa Stefánsson ha specificato che alcuni contagi sono stati causati da cittadini provenienti dall’Australia.

L’esperta ha fatto altresì presente le caratteristiche differenti del virus isolato nelle persone provenienti dall’Italia rispetto a quelle del SARS-CoV-2 presente nei pazienti infetti in Inghilterra. Lo studio in questione non è stato ancora pubblicato.

A dire la sua in merito ci ha pensato anche il Derek Gatherer, esperto della Lancaster University, che ha affermato di non essere sorpreso del risultato in quanto tutti i virus, nel corso della loro evoluzione, accumulano mutazioni.

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