Coronavirus: lo studio giapponese sull’efficacia delle mascherine

I dati sono quelli raccolti dalla YouGov britannica, la ricerca è stata condotta della Miyazawa Clinic di Hyogo e dell’Università di Houston-Victoria.

passeggero con la mascherina a bordo di un autobus
Passeggero con la mascherina a bordo di un autobus

Gli scienziati, che hanno analizzato i dati raccolti e stilato uno studio sull’efficacia delle mascherine contro il Coronavirus, hanno creato un modello computerizzato per capire come vari fattori abbiano potuto determinare il tasso di mortalità in diversi Paesi del mondo.

Tra le misure più efficaci, per evitare la diffusione del Covid-19, ci sono certamente i dispositivi di protezione individuale. Purtroppo, però, rispetto al campione intervistato, proveniente da 20 nazioni diverse, YouGov ha scoperto che solo il 21% indossava le mascherine in Gran Bretagna, il 90% in Asia.

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In Cina, infatti, l’efficacia della mascherina è stata testata diversi anni fa: se non la si indossa in pubblico, viene considerato un reato. Diversi stranieri sono anche stati arrestati per questo. In Giappone, invece, la maggior parte della popolazione la indossa, ma non è obbligatorio.

Quasi l’80% delle morti per Covid-19, riscontrato all’inizio di giugno, secondo lo studio giapponese, potrebbe essere riconducibile alla riluttanza delle persone a indossare i dpi a inizio pandemia.

Una ricerca condotta dagli studiosi dell’Università di Cambridge ad aprile ha mostrato che l’efficacia delle mascherine ha contribuito alla lotta contro il Covid in tutti i Paesi asiatici, fatta eccezione per l’India.

Un altro stidio del California Institute of Technology, questo mese, ha giudicato i dispositivi di protezione individuale «il mezzo più efficace per prevenire la trasmissione tra gli esseri umani». Inoltre, l’Oms ne continua a raccomandare l’utilizzo.

Un dato curioso rilevato dalla ricerca condotta in Giappone mostra un’alta percentuale di persone in sovrappeso restie a indossare le mascherine: «Quando le persone sono obese, si sentono più a disagio indossandola, perché hanno la necessita di inalare in media il 50% in più di aria al giorno rispetto a chi non è affetto dalla stessa malattia»: hanno spiegato i ricercatori.

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