Coronavirus, l’uomo è in quarantena e i leoni riposano per strada

I leoni riposano per strada e il ranger li immortala. Foto che rimarranno nella storia, come tutte quelle che mostrano una natura rinata senza l’uomo.

leoni dormono per strada

Il parco nazionale Kruger, in Sudafrica, è deserto e i leoni riposano per strada. Un lusso che non si potevano permettere quando l’uomo era libero di circolare all’interno della riserva. L’ennesimo esempio di come la natura non sia stata penalizzata dalle misure di contenimento.

Lo dimostrano i panda che si accoppiano dopo dieci anni di tentativi all’interno di uno zoo temporaneamente chiuso, le acque cristalline del Po, anche vicino ai centri abitati, e quelle delle lagune veneziane.

I leoni del Kruger National Park in Sudafrica
I leoni del Kruger National Park in Sudafrica

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Un effetto che colora di fascino questo periodo surreale. Che fa riflettere sull’effetto devastante che le nostre abitudini hanno avuto sul pianeta. Una lezione che speriamo si riesca a ricordare anche quando sarà passata la paura del contagio.

Il ranger del parco, Richard Sowry, è di pattuglia mercoledì 15 aprile, quando scopre i leoni che riposano per strada. Senza la paura che i turisti possano disturbarli. Un’abitudine che erano soliti mettere in pratica soltanto la notte, prima che la quarantena costringesse l’uomo a non uscire di casa.

L’obiettivo di Sowry, in questo periodo, è di controllare la fauna selvatica e di proteggerla dai bracconieri: una sorta di angelo custode, che ha immortalato gli animali preoccupandosi di non disturbarli. D’altra parte deve essere stata un’emozione unica per lui potere assistere a una scena più unica che rara.

Si è fermato a cinque metri di distanza, curioso di osservarli. «I leoni sono abituati alle persone lungo le strade asfaltate»: ha dichiarato. E ancora: «Tutti gli animali hanno paura delle persone, non mi avrebbero permesso di avvicinarmi di più».

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La leonessa più anziana ha circa 14 anni, un’età da record la sua. E anche lei era distesa sull’asfalto. La notte lo usano per ricevere il calore che sprigiona dopo un’intera giornata di sole, ma quello che non vogliono i ranger è che credano che le strade siano sicure. Quando torneremo alla normalità, infatti, non sarà più così.

Tuttavia, non sono stati registrati cambiamenti sostanziali. «Kruger è un posto molto selvaggio, lo è stato e lo sarà»: ha detto Richard Sowry. E poi: «Questi sono tempi difficili per tutti e l’intenzione era di dare gioia alle persone», per questo si è detto felice di condividere gli scatti con il resto del mondo.

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