Coronavirus, morti due dipendenti delle Poste di Bergamo

La rabbia dei sindacati.

Oggi a Bergamo sono morti, a causa del coronavirus, due dipendenti delle Poste Italiane. Ne ha dato notizia un comunicato della SLC CGIL.

Nella nota Marisa Adobati ha dichiarato: «Sono già due i lavoratori postali che hanno perduto la vita a causa del contagio da Covid-19, il primo è morto venerdì scorso e il secondo è scomparso ieri. Entrambi avevano lavorato fino a pochi giorni fa, uno in un centro di recapito e l’altro in un ufficio postale di due comuni della provincia di Bergamo. Ora basta, è ora di chiudere gli uffici postali!».

A seguito di entrambi i casi di decesso, i due luoghi di lavoro sono stati sottoposti a sanificazione.

L’Adobati ha poi aggiunto: «Come se bastasse per tutelare i lavoratori che restano! Abbiamo speso fiumi di parole, scritto all’Azienda, Ats, Prefetture, Sindaci, Partiti Politici ed ora anche alle Forze dell’ordine spesso distraendoli anche dalle loro priorità e francamente siamo veramente stanchi di essere inascoltati».

poste

LEGGI ANCHE: Coronavirus, Piero Chiambretti e la madre sono positivi.

Tuttavia, poi è arrivata la precisazione di Fabrizio Solari, segretario generale della SLC CGIL: «Il sindacato non ha mai chiesto e non chiede la chiusura degli uffici postali» ma si chiede di «mettere nelle condizioni di massima sicurezza i lavoratori di Poste italiane, così come coloro che operano nei settori delle telecomunicazioni, nell’emittenza radiotelevisiva e in generale in tutti quei mezzi di che in una fase come questa assumono grande rilevanza per il Paese».

La stessa Slc-Cgil ha comunicato di avere scritto stamattina all’Autorità per le Comunicazioni «per chiedere la sospensione dei servizi non essenziali» di Poste: «una drastica riduzione del servizio postale di recapito e dell’apertura degli uffici aperti al pubblico in deroga ai contenuti del Contratto di Programma».

LEGGI ANCHE: Coop contro il Coronavirus, supermercati chiusi la domenica.