Coronavirus, non c’è differenza tra adulti e bambini: lo dice una ricerca

Lo studio arriva dal Lurie Children’s Hospital di Chicago.

Bambina con mascherina

Sono tante le teorie e le ricerche fatte sul Coronavirus. Di recente divulgazione n’è una proveniente da Chicago, Stati Uniti. Secondo quanto scoperto dagli scienziati, non ci sarebbe differenza di diffusione tra adulti e bambini.I dati raccolti, infatti, dimostrerebbero come i piccoli di età inferiore ai cinque anni abbiano la capacità di trasportare nel naso la stessa quantità del virus di un soggetto adulto.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Pediatrics e pone l’attenzione su un aspetto sinora sottovalutato. Il Covid-19, dunque, può essere trasmesso da qualsiasi essere umano indistintamente, anche se i sintomi appaiono meno gravi.

Taylor Heald-Sargent, esperta in malattie infettive pediatriche all’ospedale Lurie Children’s, e i suoi colleghi hanno passato in rassegna i dati estrapolati dei test diagnostici condotti su 145 pazienti affetti da Coronavirus in forma lieve o moderata. Sono stati suddivisi in tre gruppi: sotto i cinque anni, quelli dai cinque ai 17 anni e gli adulti dai 18 ai 65 anni.

ricercatrice laboratorio
Immagine da Pixabay

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«I bambini avevano un RNA virale uguale – se non maggiore – nelle vie aeree rispetto ai soggetti più grandi e agli adulti»: ha dichiarato Taylor Heald-Sargent. Rispetto ai grandi, i piccoli avevano anche da 10 a 100 volte più elevata la quantità di RNA virale nel tratto respiratorio superiore.

«Questo supporta l’idea che i bambini siano in grado di infettarsi e replicare il virus, e quindi trasmetterlo, tanto quanto i ragazzini e gli adulti»: ha continuato, sottolineando che esistono altre ricerche a supporto della teoria.

«Ci può essere qualcuno che ha un’alta carica virale nel naso, ma ciò non significa necessariamente che sarà più contagioso di qualcuno che ne ha di meno»: ha affermato Rick Malley, pediatra nel reparto Malattie Infettive al Boston Children’s Hospital.

E ancora: «Non lo sappiamo per certo». Questo significa, comunque, che la teoria secondo la quale non ci sarebbe differenza tra adulti e bambini nella diffusione del Covid va approfondita ulteriormente.

Quello che è certo è che, a settembre, quando riapriranno le scuole, il livello di allerta dovrà essere ai massimi livelli a prescindere. L’obiettivo è non trovarsi a dover affrontare una eventuale pandemia di ritorno.

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