Coronavirus, ordinanza shock: “Scontrino minimo di 50 euro per la spesa”

La decisione del sindaco di Crespina Lorenzana (Pisa), poi il dietrofront dopo le polemiche.

carrello della spesa

Crespina Lorenzana è un Comune della provincia di Pisa, il cui sindaco ha deciso di dare un’indicazione (che, però, poco prima era stato comunicato come obbligo) che sta facendo discutere in tutta Italia.

Thomas D’Addona, infatti, su Facebook aveva annunciato di vietare la spesa sotto i 50 euro con l’obiettivo di limitare le uscite da casa per l’emergenza coronavirus.

L’ordinanza è entrata in vigore sabato scorso, 18 aprile, scatenando così tante polemiche da provocare il dietro front due giorni dopo, ovvero ieri lunedì 20. Sì, perché l’obbligo si è trasformato in consiglio.

D’Addo su Facebook aveva scritto: «Si rischia molto di più a fare la spesa che a passeggiare nei campi». Di conseguenza, l’imposizione di uno scontrino minimo per fare la spesa e la multa da 25 a 500 euro per i trasgressori.

La limitazione ha anche riguardato i piccoli negozi con spesa minima di 20 euro nelle botteghe alimentari e in macelleria e 5 euro nei panifici.

Il sindaco Thomas D’Addona.

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Il sindaco ha spiegato: «So di persone che sbagliando escono tutti i giorni per fare la spesa Questa non può essere una scusa per uscire. Non possiamo più permetterci di comprare il pane fresco ogni giorno, dobbiamo adottare qualche accortezza per razionalizzare gli acquisti».

Tuttavia, dopo vari commenti critici, che hanno sottolineato che non tutte le faniglie hanno a disposizione un budget superiore alle 50 euro per andare al supermercato, il sindaco è tornato indietro sui suoi passi e ha affermato, sempre sui social media: «Siamo convinti che la nostra cittadinanza comprenda l’opportunità di adottare questi comportamenti anche senza porre obblighi perentori in capo agli esercenti, per cui abbiamo modificato il testo dell’ordinanza senza mutarne il significato. I limiti minimi di spesa sono delle indicazioni che saranno sottoposte alla clientela dei nostri esercizi commerciali mediante avviso, indicazioni con le quali i cittadini dovranno confrontarsi e poter scegliere di discostarsi se ritengono che sia il caso».

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