Coronavirus, quando riapriranno le scuole? (LE 3 IPOTESI)

Il Governo Conte sta valutando tre possibili soluzioni.

L’emergenza da Coronavirus non è ancora rientrata, e i tempi previsti nella prima fase si allungheranno inevitabilmente. Ecco allora che il Governo sta lavorando alla stesura di un nuovo decreto ministeriale per contrastare la diffusione del Covid-19. Tra le varie misure di prevenzione è previsto anche un piano aggiornato per la scuola.

È, infatti, quasi certo che la riapertura prevista per il 3 aprile slitterà ancora. Le opzioni, su cui Giuseppe Conte e il Consiglio dei Ministri stanno lavorando, sono tre. La prima prevede lo slittamento di altri 16 giorni, quindi il 19 aprile e dopo le vacanze di Pasqua; la seconda una proroga di un mese, fino al 3 maggio. In ultima analisi si sta valutando di rinviare la riapertura al prossimo settembre, con l’avvio del nuovo anno scolastico.

Lucia Azzolina

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La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, durante un’intervista rilasciata a Radio Anch’io su Rai Radio Uno, ha detto: «L’anno sarà salvo in qualsiasi caso. I nostri studenti di certo non devono pagare la situazione di emergenza che il nostro Paese sta vivendo».

E poi ha precisato che sono aperti a qualsiasi soluzione, purché sia efficace, «ma saranno le autorità sanitarie a dirci esattamente quando i nostri studenti potranno ritornare a scuola in sicurezza».

Per quanto riguarda la didattica a distanza, la situazione non è di facile valutazione e il nuovo decreto ministeriale potrebbe intervenire anche il tal senso. Lucia Azzolina ha affermato: «È variegata, con realtà in cui funziona bene e altre in cui meno. C’è un grande sforzo da parte dei docenti. So che alcuni sono in difficoltà, ma la situazione potrà migliorare».

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E ancora: «Non abbiamo alternative, non devono essere gli studenti a pagare questa crisi. E ricordo che didattica a distanza non è solo apprendimento, ma anche rassicurazione per gli studenti».
In ultimo, ha postato una dichiarazione sulla propria pagina Facebook, affinché venisse divulgata il più possibile.

«Con il decreto Cura Italia salvaguardiamo i contratti dei supplenti, sia docenti che Ata. Nessuno perderà il posto. Tutte le componenti del personale sono importanti. Ringrazio ancora una volta la scuola che sta provando a dare il massimo in un momento difficilissimo #LaScuolaNonSiFerma».

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