Coronavirus, Sgarbi invita ad andare contro le misure restrittive

Il critico d’arte si è scagliato contro le misure del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Vittorio Sgarbi ha condiviso su Facebook un video in cui si scaglia contro le misure restrittive dell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il critico d’arte e politico ha esternato frasi a dir poco gravi in questo momento, criticando l’operato del Governo e invitando gli italiani a ribellarsi alle misure messe in atto dall’esecutivo.

Gli insulti a Roberto Burioni e la richiesta di Lanzi

Nel video in questione, Sgarbi si è lasciato andare a numerosi insulti nei confronti di Roberto Burioni, il virologo del San Raffaele da mesi in prima linea nel divulgare consigli per battere il Coronavirus. Il critico d’arte ferrarese ha definito l’accademico e scienziato “un santone” e “un guru”. Ha rincarato la dose specificando che si sta convincendo gli italiani che esiste qualcosa che non c’è.

«È tutta la vita che ci ammaliamo di raffreddore, influenza, talvolta perfino polmonite. Non è che è morto qualcuno improvvisamente perché è diventato nero con dei bubboni o gli è venuta la peste. No, qualcuno è morto perché aveva un’età piuttosto avanzata, gli è arrivato un coccolone di polmonite ed è morto», ha detto Sgarbi.

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Queste le parole di Vittorio Sgarbi, i cui contenuti social sono stati accolti da numerose critiche. In questo novero è possibile citare la posizione del deputato M5S Gabriele Lanzi. Il politico pentastellato ha pubblicato un lungo post su Facebook, condividendo il video di Vittorio Sgarbi e proponendo la possibilità di perseguirlo penalmente per istigazione a delinquere.

Il deputato ha parlato dell’approccio di Sgarbi come di una persona affetta da un delirio comunicativo non più sopportabile. Lanzi ha fatto presente che istigare a commettere un reato – in questo caso il fatto di non seguire le misure del decreto – è un atto perseguibile secondo quanto previsto dall’articolo 414 del Codice di Procedura Penale.

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