Coronavirus, stop ai 600 euro per i professionisti: un pasticcio

Il Governo Conte cambia le carte in tavola. I commercialisti: «Un disastro»

Stop ai 600 euro per i professionisti dal Governo. Niente di fatto per le oltre 500 mila domande presentate. Il decreto ministeriale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella notte, cambia alcuni particolari non di poco conto. E si deve ricominciare.

Secondo le nuove regole, per avere diritto al bonus, bisogna essere iscritti a un Cassa «in via esclusiva». C’è un piccolo dettaglio, però: le Casse hanno già ricevuto circa 500 mila richieste, ma tra queste ci sono quelle dei professionisti che svolgono anche attività da dipendenti. La loro sorte? Verranno escluse.

Massimo Miani
Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti

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Si parla di un’integrazione delle domande, ma ancora non c’è nulla di certo. Una cosa è decisa: l’erogazione, che sarebbe dovuta partire oggi, 10 aprile, è sospesa. Stop ai 600 euro per i professionisti e si scatenano i commercialisti: «Senza parole, così non si può andare avanti», dicono.

Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, la definisce «una vicenda gravissima, l’ennesima dimostrazione della superficialità e della disattenzione con le quali la politica approccia le questioni legate all’universo dei liberi professionisti italiani».

E aggiunge: «La dimostrazione di come finanche in questo frangente drammatico l’Italia soccomba a norme che cambiano nottetempo, farraginose, spesso incomprensibili. Quando l’emergenza sarà finita si dovrà affrontare di petto il tema di una burocrazia eccessiva che imbriglia il Paese, i suoi cittadini e la sua economia».

Non si sa ancora per quanto i lavoratori autonomi dovranno aspettare per vedere erogato sul proprio conto corrente il bonus. Quella che non può passare inosservata è la difficoltà in cui versano tutti gli italiani che, a causa del Coronavirus, hanno dovuto sospendere le proprie attività professionali.

A rischio esclusione anche i pensionati

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Un altro aspetto, che sembrava risolto e invece non lo è, riguarda la titolarità di una pensione. La bozza del decreto escludeva soltanto i titolari di pensione diretta (anzianità e vecchiaia), nel testo definitivo questo dettaglio non è chiaro. Si legge che possono accedere al beneficio i «non titolari di trattamento pensionistico».

Non si capisce, quindi, se chi riceve una pensione indiretta (di reversibilità o ai superstiti) è escluso dal beneficio o meno. Quello che si spera è che arrivino chiarimenti al più presto, e che siano definitivi.