Cosa vedere e come arrivare nelle Isole Tremiti

Le chiamano Diomedee perché leggenda vuole che siano nate dalle pietre scagliate in mare dall’eroe greco Diomede. Stiamo parlando delle Isole Tremiti, piccoli gioielli di quel lembo di mar Adriatico che appartiene alla provincia di Foggia.

Forse le Tremiti oggi sono conosciute più perché il loro nome è legato all’indimenticato Lucio Dalla che amava rifugiarsi qui quando poteva e che qui ha scritto alcune delle sue canzoni.

L’arcipelago è costituito da 5 isolotti più uno scoglio, ma soltanto due sono abitati (San Nicola e San Domino). Indubbiamente il fascino dell’Isola è la sua natura ancora selvaggia. E poi il mare è cristallino, in alcuni punti è addirittura di colore verde smeraldo e si possono vedere i fondali. Se vi capita di passarci qualche giorno, ecco cosa non potete assolutamente perdervi.

Grotta del Bue Marino. Si trova nell’isola di San Domino ed è chiamata così perché un tempo qui vivevano molti esemplari di foca monaca (chiamata anche vitello marino). È una tappa imperdibile per chi visita le Tremiti perché qui è possibile ammirare un suggestivo fenomeno luminoso: la luce del sole, attraversando i fondali bassi, tinge di azzurro le pareti della grotta. Ma non è tutto. La grotta si trova ai piedi della Ripa dei Falconi dove nidifica il falco pellegrino.

Per gli irriducibili della tintarella, a San Domino c’è Cala delle Arene che è l’unica spiaggia sabbiosa di tutte le Tremiti. Qui si trovano sia spiaggia libera che lidi attrezzati.

Sull’isola di San Nicola, invece, si può ammirare il Santuario di Santa Maria a Mare, fondato dai Monaci Benedettini nel 1045. Al suo interno sono degni di nota il pavimento a mosaico, una croce e una statua lignea della Madonna con il Bambino di stile bizantino.

Da non perdere neanche il Castello dei Badiali (sempre a San Nicola) che si erge a picco sul mare. Fu fatto costruire da Carlo D’Angiò.

Infine, le Tremiti sono un luogo magico e affascinane per i subacquei e gli amanti dello snorkeling. Dal 1989 una porzione di territorio è diventata Riserva naturale marina e ciò ha permesso di mantenere intatte flora e fauna. Oltre a cavallucci marini, scorfani, gorgonie e coralli neri, i fondali delle Diomedee custodiscono anche molti relitti tra cui una galea turca affondata nel 1566 e il relitto de ‘Il Lombardo’, uno dei piroscafi usati da Garibaldi per la spedizione dei Mille e affondato nel 1864.

Non vi resta che scoprire come arrivare alle isole tremiti e raggiungere il porto di rodi, per comprendere le bellezze delle Diomedee.