Cos’è il reddito di emergenza, come si accede e chi può farlo?

La misura dovrebbe riguardare un milione di nuclei tra famiglie e singole persone.

In queste settimane, si sta parlando tanto di misure di sostegno economico per la popolazione colpita dallo tsunami del Coronavirus. Con il cosiddetto Decreto Aprile, che è chiaramente slittato al mese di maggio, viene messo in primo piano il reddito di emergenza. In cosa consiste? Chi ha la possibilità di accedervi? Vediamolo assieme.

Cos’è il reddito di emergenza

Il reddito di emergenza è una misura di sostegno economico riservata a un’ampia fetta di popolazione – parliamo di circa un milione di nuclei tra famiglie e singole persone – in difficoltà economica per via del lockdown causato dall’emergenza sanitaria.

Per essere precisi, è bene ricordare che sulla platea dei beneficiari non ci sono ancora specifiche definite. Un altro aspetto da considerare riguarda la durata, che dovrebbe essere pari a due mesi (questa è la posizione della Ministra Nunzia Catalfo, il cui punto di vista è contrario ad altre voci della maggioranza che vorrebbero invece un’erogazione una tantum).

A quanto ammonterà il reddito di emergenza? A 400 euro per i soggetti singoli e a massimo 800 per i nuclei familiari (la cifra in questione può essere soggetta a variazione a seconda del numero di componenti della famiglia che presenta richiesta di accesso alla misura).

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I requisiti per accedere

Il principale requisito per accedere al reddito di emergenza chiama in causa il fatto di non essere beneficiari di altre misure messe in campo dal Governo per fronteggiare le conseguenze economiche dell’emergenza Coronavirus.

In secondo luogo, è necessario essere residenti in Italia. Un altro requisito riguarda il reddito familiare, che non deve superare i 400 euro al mese per i single e gli 800 per i nuclei familiari. Proseguendo con l’elenco dei requisiti da soddisfare per accedere al reddito di emergenza troviamo il patrimonio mobiliare (ossia la somma dei saldi di conto corrente, titoli di Stato e obbligazioni). Quest’ultimo, non deve superare i 10mila euro per i soggetti che vivono da soli e i 20mila euro per i nuclei familiari. In quest’ultimo caso, è necessario avere un Isee inferiore ai 15mila euro.

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