Covid-19, Alberto Zangrillo sbotta: “Adesso basta, tornate a vivere”

Il primario del San Raffaele di Milano non le manda a dire sulla gestione della pandemia

Alberto Zangrillo
Alberto Zangrillo, dal suo profilo Instagram

Alla schiera di chi è convinto che si possa calare il livello di attenzione appartiene il primario dell’ospedale San Raffaele di Milano, il professor Alberto Zangrillo che sbotta. Il medico ha più volte ribadito le sue posizioni, anche in occasioni pubbliche e in contesti mediaticamente rilevanti, e non ha perso occasione per mettere in chiaro quelle che sono le sue idee nel corso di un collegamento con la trasmissione In Onda de La7.

Esagerazione o prudenza giustificata? Le misure adottate nel contrasto al Covid continuano a dividere l’opinione pubblica e la comunità scientifica. C’è chi ritiene che si stia andando un po’ troppo oltre e chi, al contrario, è convinto della bontà delle scelte adottate dai governi, a cominciare da quello italiano guidato dal premier Giuseppe Conte.

Questa la posizione di Alberto Zangrillo: «È dall’inizio che cerco di mettere in evidenza e di dire quello che osservo – spiega il primario del San Raffaele -, adesso comincio ad averne le palle piene. Quello che accade è piuttosto evidente: se oggi in Lombardia viene dichiarato un morto per Covid, significa che non sta succedendo nulla». Parole nette e risolute, che non lasciano spazio a chissà quali interpretazioni.

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A Lodi, in battaglia, per difendere Milano

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Secondo Alberto Zangrillo che sbotta, «possiamo costruire tutte le favole che volete, ma la situazione è questa. Io non faccio parte del Comitato Tecnico Scientifico, ma mi aspetto che dica la verità agli italiani: uscite tranquillamente, riprendete a vivere, andate al ristorante, andate in banca, andate in vacanza».

Il che non significa fare finta che il Coronavirus non esista. Su questo Zangrillo è chiaro: «Se entrate in un locale chiuso – afferma – mettete la mascherina, ma continuate a vivere più di prima. Altrimenti la società non parte e Conte tra due anni, se c’è ancora, dovrà chiederne 800 di miliardi». Una stoccata neanche troppo velata al presidente del Consiglio che è stato tra i più rigidi promotori delle misure di prevenzione nei confronti del Covid.

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