Covid-19, farmaco usato da 50 anni che blocca i danni ai polmoni

La scoperta è frutto di un lavoro scientifico congiunto italiano e inglese.

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  • Un gruppo di ricerca congiunto italiano e inglese ha scoperto il meccanismo che porta alla fusione delle cellule infettate da SARS-CoV-2.
  • Gli esperti hanno identificato il farmaco in grado di bloccare questo processo.
  • Si tratta di un medicinale in uso da 50 anni.

Due gruppi di ricerca, attivi rispettivamente presso il King’s College di Londra e presso l’Università di Trieste, hanno recentemente scoperto il meccanismo che porta alla fusione delle cellule infettate con il SARS-CoV-2.

Gli esperti appena citati sono altresì riusciti a scoprire il farmaco in grado di bloccarlo, raggiungendo un risultato che potrebbe risultare decisivo per dare una svolta a una situazione che vede circa il 70% dei pazienti affetti da Covid destinati a sviluppare la trombosi.

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Lo screening sui farmaci

A seguito di uno screening che ha coinvolto oltre 3mila farmaci, gli studiosi ricordati in precedenza hanno scoperto che la niclosamide, medicinale che è stato sintetizzato all’inizio degli anni ’70 con lo scopo di combattere le infezioni intestinali, potrebbe bloccare gli effetti dell’ormai celebre proteina Spike sulle cellule.

Interessante a tal proposito è rammentare che, già nel novembre 2020, il gruppo di ricerca coordinato da Mauro Giacca, docente presso l’Università di Trieste e il King’s College di Londra, aveva scoperto che i polmoni dei pazienti deceduti per Covid risultavano caratterizzati dalla presenza di cellule anormali.

Alla base della loro presenza, come evidenziato in uno studio pubblicato sulle pagine di BioMedicine, c’è la capacità della proteina Spike di indurre un processo di fusione tra le cellule infettate dal virus e quelle ad esse vicine.

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