Covid-19, focolaio tra i giovani a Bologna: 60 contagiati alla festa Erasmus

Un focolaio è stato registrato anche in una casa di riposo di Marineo (Palermo).

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  • Focolaio di Covid-19 a Bologna: 60 giovani contagiati.
  • Appello del sindaco Virginio Merola a chi ha partecipato a una festa Erasmus.
  • In Sicilia un focolaio in una casa di risposo.

Focolaio di Covid-19 a Bologna. Sono una sessantina i contagi derivati da una festa nella zona universitaria, in piazza Scaravilli, avvenuta il 21 settembre scorso, a cui hanno partecipato gli stranieri del progetto Erasmus.

Si è appreso che alcuni di questi studenti hanno poi partecipato ad un’altra festa, in un locale dei Giardini Magherita, un grande parco pubblico della città emiliana, organizzata il 26 settembre.

Di conseguenza, Ausl e Comune hanno invitato ad eseguire un tampone a tutti coloro che quel giorno si trovavano nel locale lo Chalet, sia all’esterno che all’interno.

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, a partire dal pomeriggio di oggi, venerdì 2 ottobre, e per tutto il fine settimana (fino alla mezzanotte di domenica) ha disposto l’obbligo di indossare le mascherine all’esterno in tutto il centro storico.

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FOCOLAIO DI COVID-19 ANCHE IN SICILIA

Un altro focolaio di coronavirus è stato individuato nella casa di riposo Villa Luisa a Marineo, in provincia di Palermo. Nove dei dieci anziani assistiti sono risultati positivi al Covid19. Tra i contagiati anche un dipendente.

«Purtroppo si è verificato ciò che temevamo – ha affermato il sindaco di Marineo Franco Ribaudo – Il virus una volta entrato nella villa Luisa ha contagiato quasi tutti. Adesso dobbiamo sperare che la situazione non precipiti. Attualmente non ci sono sintomi allarmanti. Ma trattandosi di anziani già affetti da patologie proprie, il rischio è alto».

La situazione è stata circoscritta grazie all’intervento del sindaco che quando ha avuto notizia di un caso sospetto ha ‘blindato’ la casa di riposo. «La segnalazione all’Asp l’ho fatta il 22 settembre. Il risultato dei primi tamponi è stato comunicato il 30 – ha spiegato Ribaduo il sindaco – Troppo tempo che fortunatamente non ha provocato pericoli in paese perché la struttura è stata messa in quarantena subito».

Il sindaco ha rivolto un appello alla cittadinanza: «Chiedo a tutti coloro che hanno avuto contatti con la villa dal 16 al 21 settembre di verificare le proprie condizioni e magari di farsi un siero o un tampone per maggiore sicurezza».

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