Covid-19, l’esperto Crisanti: “Non credo nelle misure restrittive”

Le parole del microbiologo all’Università di Padova, intervenuto a SkyTg24.

Andrea Crisanti, microbiologo
Andrea Crisanti, microbiologo
  • Il microbiologo Andrea Crisanti è intervenuto a SkyTg24 sulle misure restrittive.
  • L’esperto ha affermato di non credere che le misure restrittive possano servire.
  • Crisanti ha anche criticato l’idea di obbligare a un numero ridotto di persone nelle case.

Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova, intervenuto a SkyTg24, ha affermato: «Credo che le mascherine funzionino e debbano essere usate anche all’aperto, ma non credo nelle misure restrittive. Faccio fatica a vedere come si può implementare delle sanzioni a migliaia di ragazzi assembrati davanti alla scuola o all’uscita».

E ancora: «E poi si fanno errori: non è che si può pensare che 50 milioni di italiani per 365 giorni e per 24 ore non facciano nessun errore. Se si fa un provvedimento poi bisogna avere il coraggio di fare in modo che venga eseguito, è socialmente accettabile fare multe da 3-400 euro ai ragazzi che escono da scuola? Finora di multe ne ho viste molto poche».

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Per Crisanti, poi, la chiusura anticipata dei locali «nessuno sa se funziona, in Inghilterra l’hanno adottata e i casi sono in aumento. Non c’è nessuna prova scientifica che funzioni».

Parlando, poi, del limite di partecipanti alle feste private Crisanti ha aggiunto: «Chi le controlla? In Inghilterra hanno messo un limite di sei partecipanti alle feste private, ma cosa facciamo? Creiamo un gigantesco Grande Fratello che verifica quante persone abbiamo a casa? Il problema a mio avviso è diverso, dobbiamo implementare tutte le misure di sorveglianza attiva, quelle che ci permettono di capire, se una persona è infetta, chi la ha infettata. Test, contact tracing e sensibilizzare le persone ad adottare misure di sicurezza».

Infine, per Crisanti bisogna aumentare il numero dei tamponi: «abbiamo dato più possibilità al virus di trasmettersi aprendo le scuole e facendo ripartire l’economia, bisogna bilanciare aumentando i tamponi».

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