Covid-19, quali vaccini scegliere per contrastare le varianti?

C’è preoccupazione per la variante indiana a doppia mutazione

Mentre la variante indiana del coronavirus colpisce più di 315.000 persone al giorno in India e comincia a circolare attivamente nel mondo, gli scienziati mettono in guardia sulla pericolosità di questa nuova mutazione.

Secondo gli esperti, la variante indiana è molto aggressiva poiché porta due mutazioni (L452R ed E484K) che la renderebbe più trasmissibile, più aggressiva e ridurrebbe anche l’efficacia dei vaccini già esistenti. isultato: nessuno dei vaccini disponibili al momento al mondo proteggerebbe dalla variante indiana.

Rivelazioni che portano ad un aggiornamento sull’efficacia dei vaccini sulle varianti esistenti.

Quali vaccini per quale variante?

Tra le varianti più pericolose dopo la variante indiana troviamo anche quella brasiliana. Considerata estremamente aggressiva e trasmissibile, i vaccini esistenti non proteggono neanche contro questa variante.

Tuttavia, buone notizie, per le varianti sudafricane e britanniche, i vaccini Pfizer e Moderna sarebbero efficaci al 60-65% contro queste varianti.  Per quanto riguarda l’efficacia del vaccino AstraZeneca, è solo del 30%.

Quali soluzioni per combattere le varianti aggressive?

Finora non è stata trovata alcuna soluzione per combattere efficacemente le varianti più aggressive. Tuttavia, gli scienziati ritengono che un «vaccino universale» potrebbe aiutare a combattere queste varianti a lungo termine.

Altri ritengono che una terza iniezione del vaccino, come Pfizer, potrebbe essere presa in considerazione per proteggere più efficacemente dalle varianti.

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