Covid-19, Galli: “Vicini al picco della nuova ondata? Non ne sono così convinto”

Le parole dell’infettivolgoo dell’ospedale Sacco di Milano a Un Giorno da Pecora

Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano
Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano.
  • Massimo Galli ospite di Un Giorno da Pecora.
  • L’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano ha parlato di picco della nuova ondata.
  • L’esperto ha detto che bisogna stare più lontani per evitare il contagio.

Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, ai microfoni di Rai Radio 1, è stato ospite di Un Giorno da Pecora.

Siamo vicini al picco della nuova ondata? «Per certi versi me lo auguro ma non ne sono così convinto. Ci sono molte varianti in giro, come quella inglese, che è molto più capace di infettare le persone, anche quelle più giovani».

Con queste nuove varianti ci sono anche modalità diverse di infettarsi? «La sensazione di sicurezza ad un metro e mezzo non si può più avere. La possibilità di stare un filo sicuri prevede almeno un paio di metri. Mi rendo conto che quando si dicono queste cose ci si rattrista, perché è chiaro che non si può andare al ristorante e sedere a tre metri di distanza l’uno dall’altro».

Lei crede che la zona rossa attualmente predisposta in tutta Italia sia sufficiente? «Se si ha una zona in cui c’è una variante che gira, si chiude tutto ma poi si consente di andare a lavorare a 30 chilometri di distanza non va bene, siamo da capo».

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha detto di vedere miglioramenti nella Regione, tali da sperare nella zona arancione? «Capisco la necessità di dare prospettive più rasserenanti. Il presidente fa il suo mestiere, ma questa continua volontà di tornare da una zona all’altra, per riaprire il più possibile, si è dimostrata fallimentare in tempi recenti».

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