Covid19, in Cina si usano anche i tamponi anali, ecco come funzionano

Sta succedendo a Pechino.

In Cina, i residenti della capitale Pechino sono testati per il coronavirus utilizzando tamponi anali piuttosto che tramite quelli tradizionali e che si usano in tutto il mondo. Lo scrive LadBible.com.

Alcuni esperti sostengono che questo metodo sia più accurato e aumenta le possibilità di rilevare il coronavirus  anche in coloro che sono asintomatici. Tuttavia, c’è chi dice l’esatto opposto, ovvero che è meglio preferire le vie respiratorie.

Intanto, più di tre milioni di persone a Pechino sono state testate dal 17 gennaio dopo che un bambino di nove anni è risultato positivo. Si spera che la diffusione del coronavirus possa essere limitata e rallentata testando quante più persone possibile per isolare i contagiati.

COME FUNZIONA IL TAMPONE ANALE

Per raccogliere i campioni di acido nucleico necessari per il test è necessario inserire un tampone nel retto di circa due o tre centimetri e poi bisogna ruotarlo più volte.

Dopo aver completato questo movimento due volte, il tampone viene estratto e posto in un contenitore sterile per i campioni. L’operazione richiede circa 10 secondi.

I tamponi anali sono in uso in Cina dallo scorso anno, ma – secondo un esperto cinese – sono stati utilizzati soltanto in gruppi chiave nei centri di quarantena perché sono scomodi, com’è facile immaginare.

Però, secondo Li Tongzeng, dell’ospedale Beijing You’an, il coronavirus sopravvive più a lungo negli escrementi o nell’ano che nella gola e nel passaggio nasale. A CCTV ha detto: «Abbiamo scoperto che alcuni pazienti asintomatici tendono a riprendersi rapidamente. È possibile che non ci sarà traccia del virus nella loro gola dopo tre o cinque giorni».

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