Crisi di governo, è il giorno della verità: ecco perché l’accordo M5S – PD è ancora in bilico

Si chiudono le consultazioni al Quirinale ma Di Maio e Zingaretti sarebbero ai ferri corti.

Al via stamattina la trattativa tra il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico per trovare l’accordo di governo.

Oggi, tra l’altro, si chiudono alle 19 le consultazioni di Sergio Mattarella al Quirinale.

Il capogruppo dei pentastellati alla Camera, Stefano Patuanelli, prima di partecipare al vertice, ha affermato: “Ribadisco che i veti non sono mai positivi“. Nessuna dichiarazione, invece, da parte di Francesco D’Uva, capogruppo pentastellato a Montecitorio.

Intanto, si è appreso che sarebbe stata una telefonata intercorsa tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti – né confermata né smentita – a portare di nuovo in bilico la trattativa per il governo ‘giallorosso’.

Di Maio, infatti, avrebbe ribadito al segretario nazionale del PD che nel nuovo esecutivo vuole continuare a ricoprire il ruolo di vicepremier insieme a uno dem.

I dirigenti del PD, tuttavia, avrebbero sostenuto la linea del segretario, secondo cui Di Maio non dovrebbe fare il vice di Giuseppe Conte perché per il PD sarebbe come prendere parte a un ‘rimpastone’.

Ieri notte, inoltre, ha scosso gli animi il post del leader del M5S che ha annunciato che la proposta di progetto di governo sarà soggetta al voto degli iscritti tramite la piattaforma Rousseauentro la prossima settimana“. Per il PD si tratta di uno “sgarbo istituzionale” al presidente della Repubblica, visto che oggi, al termine delle consultazioni, deciderà se affidare l’incarico di governo.

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