Cristiano Ronaldo ‘premiato’ dal fisco italiano. Ecco perché

Oltre alla voglia di una nuova sfida e al ricco compenso (30 milioni di euro a stagione) ci potrebbe essere anche una ragione ‘fiscale’ alla base della scelta di Cristiano Ronaldo di approdare in Italia.

Innanzitutto, in Spagna la stella portoghese ha un contenzioso con il fisco. Sì, perché il giocatore è stato accusato di frode dall’agenzia dell’entrate spagnola per non aver dichiarato 14,7 milioni di euro, proventi dello sfruttamento dei diritti di immagine e che, secondo l’accusa, sarebbero stati dirottati su alcune società delle Isole Vergini Britanniche per nascondergli agli occhi del fisco.

Cristiano Ronaldo dovrebbe chiudere la vicenda con il pagamento di una multa di 18,8 milioni di euro ma l’Italia rappresenta un bocconcino prelibato anche dal punto di vista delle tasse.

Il merito va al regime opzionale di imposizione sostitutiva che – come si legge su Repubblica.it – ha l’obiettivo di “attrarre sul territorio dello stato gli investimenti, i consumi ed il radicamento di nuclei familiari ed individui ad alta capacità contributiva“.

In pratica, ai sensi dell’art. 2, comma 2 del testo unico delle imposte sui redditi, i guadagni esteri del portoghese sarebbero tassati con un’unica imposta forfettaria di 100mila euro, estendibile ai familiari versando altri 25mila euro ciascuno.

Una legge che naturalmente non riguarda solo CR7 ma ogni altro super ricco che voglia trasferire la propria residenza fiscale in Italia con il requisito di non essere stato residente nel nostro Paese per almeno 9 delle 10 annualità precedenti l’inizio di validità dell’opzione.

Non male, vero?