Cucciolo di cane costretto a viaggiare nella cappelliera, è morto

Indignazione della rete dopo che si è sparsa la notizia di un cucciolo di bulldog francese di 10 mesi che è morto su un volo della United Airlines dopo che i proprietari sono stati costretti dall’equipaggio a fare viaggiare il piccolo animale – si chiamava Papacito – nella sua gabbietta ma all’interno della cappelliera.

È stato un tragico incidente che non sarebbe mai dovuto accadere; gli animali non dovrebbero mai essere collocati nelle cappelliere. Ci assumiamo la piena responsabilità di questa tragedia“, ha dichiarato la compagnia aerea.

Il post su Facebook della proprietaria:

Nel post si legge che “il cucciolo era in compagnia di una bambina di circa 8 anni, del fratello e della madre […] Doveva vivere a lungo, riempiendo la vita di quella famiglia della gioia che solo un cane può portare. Ero seduta dietro di loro sul volo, quando i membri dell’equipaggio hanno insistito affinché il cane venisse riposto nella cappelliera, perché sarebbe stato meglio stipato senza aria né acqua. Hanno insistito, rassicurando sul fatto che non ci fossero pericoli, finché la famiglia ha ceduto“.

Infine, la tragedia: “Non c’è stato alcun suono quando dopo atterrati abbiamo aperto la cappelliera. Non c’era alcun movimento mentre la famiglia chiamava il suo nome. Ho fatto compagnia alla bambina, mentre la madre tentava di rianimarlo. Ho pianto con loro, sul suo corpo senza vita e il mio cuore si è spezzato quando con loro mi sono resa conto che non c’era niente da fare. Questo piccoletto ha combattuto, urlando per tutto il volo, finché non ha più avuto fiato“.

La compagnia aerea subisce così un nuovo colpo alla sua reputazione.

United, infatti, era già stata travolta dalle critiche lo scorso anno per il video shock che riprendeva un passeggero sbarcato a forza e trascinato via come un sacco di patate da uno dei suoi aerei a Chicago.

L’uomo, un medico che doveva essere al lavoro il giorno dopo, venne costretto a scendere dal velivolo a causa di un overbooking.

Non è la prima volta – osserva Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Dirittiche si assiste a certe notizie di animali vittime di crudeltà e dell’idiozia da parte dell’uomo per rendersi conto di quali crudeltà siano vittime i nostri animali. Le scuse della la compagnia aerea, comunque, non sono bastate a placare“.