Dalla bava di lumaca una bio-colla che ripara i tessuti

Se ne faceva largo uso già nell’antica Grecia, soprattutto per curare piccole ferite e infiammazioni della pelle. Poi sono arrivati i cosmetici, in particolare le creme antirughe. Oggi fa capolino addirittura in campo medico.
Stiamo parlando della bava di lumaca. I ricercatori del Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering dell’Università di Harvard hanno replicato le proprietà della bava emessa dalla Arion subfuscus (un tipo di lumaca diffuso in Europa e Stati Uniti) per difendersi dagli attacchi dei predatori.

L’obiettivo era quello di creare una sorta di bio-colla che funzionasse anche sulle superfici umide.
Obiettivo centrato. Il collante ottenuto è stato usato con successo per chiudere la ferita del cuore di un maiale e per fermare una emorragia sul fegato di un topo. Non solo. Questa colla chirurgica sembrerebbe ben tollerata dall’organismo, nient’affatto tossica, molto flessibile e aderisce saldamente in minuti a pelle, cartilagine e organi, anche se bagnati e dinamici, come nel caso del cuore.

Foto Jianya Li, Adam D Celiz, David J Mooney

Per quanto riguarda l’utilizzo sugli uomini, i ricercatori stanno già lavorando ad una variante iniettabile per sigillare ferite profonde, e non nascondono che vorrebbero impiegare questa super-colla in versione biodegradabile per sostituire suture e graffette.