Delitto Loris, ex compagna di cella: “Veronica accusa il suocero per vendicarsi del marito”

È tornata in aula a Catania, per la seconda udienza del processo d’appello (svolta a porte chiuse), Veronica Panarello, unica imputata per il delitto del figlio, Loris.

La donna ha ammesso di avere occultato il cadavere del piccolo ma ha accusato suo suocero, Andrea Stival, di avere ucciso il figlio.

Tuttavia, una ex compagna di cella di Veronica, intervistata da Quarto Grado, ha raccontato che la Panarello avrebbe addossato la colpa al suocero soltanto per una vendetta contro suo marito Davide, colpevole di averla abbandonata dopo l’arresto.

La Corte di Appello del capoluogo catanese, comunque, ha rigettato tutte le richieste della difesa della Panarello.

Il padre della vittima, la madre e Loris.

I giudici, infatti, non hanno ammesso una nuova fase istruttoria con un’altra perizia psichiatrica e neanche il confronto tra l’imputata e il suocero.

Il 3 ottobre dello scorso anno – ricordiamo – la Procura di Ragusa ha chiesto al Gup Andrea Reale la condanna dell’imputata a 30 anni di reclusione per omicidio premeditato aggravato e occultamento di cadavere. Pochi giorni dopo, il 17 ottobre, il giudice ha condannato Veronica Panarello a 30 anni per l’uccisione del figlio Loris.