Delitto Pamela: scagionati due indagati ma c’è una novità

Vacillano le poche certezze che sembravano esserci riguardo l’omicidio di Pamela Mastropietro, la 18enne romana scomparsa dalla comunità di Corridonia lo scorso 29 gennaio il cui corpo è stato ritrovato smembrato in due trolley su una strada nel maceratese.

Nell’appartamento di via Spalato dove si è consumato il delitto non sarebbero state trovate tracce di due dei tre arrestati. In quella casa, al momento dell’omicidio, non sarebbero stati presenti Desmond Lucky e Lucky Awelima.

La conferma arriva dalla relazione dei Ris depositata in Procura e relativa ai rilievi effettuati nell’appartamento teatro dello scempio. Dunque i due nigeriani potrebbero essere stati coinvolti soltanto nel momento in cui l’assassino doveva disfarsi del cadavere di Pamela.

Resta invariata, invece, la posizione di Innocent Oseghale, il primo ad essere arrestato e al momento unico accusato di omicidio, oltre che di vilipendio e occultamento di cadavere: sul corpo della 18enne, infatti, sono state trovate tracce del suo dna.

Tuttavia, nelle ultime ore è emerso un altro particolare che ingarbuglia ulteriormente la matassa: dopo quelle di Oseghale e quelle del tassista che accompagnò la ragazza dalla stazione ai giardini Diaz (che però non è indagato) sono state trovate tracce di un terzo dna che al momento non trova riscontro.

Nel frattempo, è previsto per il prossimo 6 aprile un accertamento irripetibile su una scatola di guanti in lattice sequestrata in casa e dalla quale mancherebbero dei guanti che potrebbero essere stati usati per ripulire l’appartamento e il corpo della giovane. Si spera di trovare impronte digitali utili.