Demenza senile: cosa sapere sulla malattia di cui soffriva Sean Connery

Per essere precisi, è necessario parlare di un gruppo di patologie.

Sean Connery, indimenticabile James Bond, è venuto a mancare nel sonno a 90 anni. L’attore, che si era ritirato dalle scene all’inizio degli anni 2000 dopo una carriera ricca di successi, soffriva di demenza senile.

Cos’è la demenza senile

La demenza senile – per essere precisi bisognerebbe utilizzare il termine ‘demenze’ – inquadra un gruppo di patologie che si contraddistinguono per la perdita progressiva delle funzioni mentali. Questa situazione patologica si manifesta attraverso la perdita della memoria, ma anche di capacità come quella di orientarsi nello spazio circostante.

Quali sono i sintomi che devono mettere in allarme? Tra i principali è possibile citare il fatto di dimenticarsi oggetti di uso quotidiano, come per esempio le chiavi. I soggetti che soffrono di demenza senile vanno incontro a un peggioramento progressivo, che si concretizza attraverso la perdita della capacità di riconoscere i visi delle persone con cui si ha a che fare, anche quelli più care.

Foto di brank Micelotta/Getty Images)

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Causata dai danni a carico delle cellule cerebrali, la demenza senile, condizione che è stato dimostrato non essere ereditaria, può manifestarsi anche attraverso la perdita di confidenza con alcuni atti normali della quotidianità, come per esempio il fatto di vestirsi in autonomia. Chi soffre di demenza senile ha difficoltà anche nell’esprimersi oralmente in maniera comprensibile agli altri.

Diagnosi

Oggi come oggi, non esiste una procedura univoca per diagnosticare il morbo di Alzheimer e altre forme di demenza senile. Il medico si basa sull’anamnesi, sull’esame obiettivo e sul risultato di esami come la TAC.

Trattamento

La demenza senile, favorita da fattori di rischio come l’ipercolesterolemia, l’ipertensione e le carenze vitaminiche, nelle sue forme più avanzate non può essere trattate. Si può solo procedere con la somministrazione dei farmaci in grado di rallentare i sintomi. I farmaci possono essere integrati con approcci come la terapia occupazionale e la stimolazione cognitiva.

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