Demi Moore, la figlia Tallulah Willis sulla madre: “Era come un mostro”

Tallulah Willis, dopo l’uscita del libro della madre, ha parlato dei problemi di dipendenza dall’alcol.

Non è facile essere figlia di un mito del cinema. Soprattutto quando sono due. Tua madre e tuo padre. Nascere e crescere sotto i riflettori, lontani dalla vita reale e con due artisti, che hanno, per struttura naturale, i loro vizi e i loro limiti, che spesso vanno a discapito dell’amore dei figli.

Veniamo ai fatti. Recentemente l’attrice Demi Moore ha scritto un suo libro-biografia, intitolata Inside out, dove ha raccontato in toto la sua vita. Un testo che attualmente è il più letto negli Stati Uniti, infarcito di confessioni e gossip. Familiari in particolare.

E alcuni contenuti hanno fatto infuriare Tallulah, la bellissima figlia di Demi Mooore e Bruce Willis, che dalla madre ha ereditato gli occhi e dal padre la durezza del viso.

La ragazza, dopo l’uscita del testo, ha parlato per la prima volta dei problemi di dipendenza dall’alcol della madre. L’attrice ha avuto diversi problemi legati all’abuso di alcolici e ovviamente questi suoi eccessi sono stati notati dalle sue figlie che hanno vissuto male la condizione del vivere con una madre ubriaca.

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«Era come se il sole tramontasse e come fosse arrivato un mostro – ha raccontato la ragazza 25enne in un programma televisivo statunitense – e ricordo che ero molto ansiosa quando sentivo che i suoi occhi si chiudevano mentre parlava con me, capivo che era ubriaca come sempre».

Tallulah ha ammesso poi che i problemi di alcolismo della madre l’ha portata a sentirsi poco amata da lei, precisando però che se fosse stata sobria Demi Moore probabilmente sarebbe stata anche più affettuosa con le sue figlie.

L’attrice non ha mai nascosto i suoi problemi di dipendenza anzi, ne ha parlato apertamente più volte in diverse interviste, spiegando le difficoltà affrontate per cercare di uscire dalla spirale dell’alcolismo, tra periodi di riabilitazione e ricadute.

Nel libro, Demi confessa la dipendenza dall’alcol e il fatto che a vent’anni faceva uso di cocaina. Poi il rehab, negli Anni 80. Più o meno quando incontrò Bruce Willis. Sono stati sposati dal 1987 al 2000. Rumer è nata nel 1988. Scout nel 1991. Tallulah nel 1994.

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Demi Moore è tornata così in auge come non accadeva da anni. È la star delle serate organizzate da amici famosi, letterati e giornalisti per festeggiare l’exploit. Così inatteso ma deflagrante.

Demi Moore racconta anche momenti davvero difficili. Dallo stupro subito da adolescente al rapporto allucinante con la madre. Fino al matrimonio tutt’altro che idilliaco con Ashton Kutcher. E ai momenti di debolezza legati alla dipendenza da alcol e farmaci.

Ma da quando ha toccato con mano l’ondata di simpatia e di affetto per il coraggio dimostrato in certe occasioni, Demi ha scoperto una vena da predicatore del tutto nuova. «Non sono le vittorie, ma le sconfitte che ci svelano la nostra profondità e la conoscenza. E anche se è bellissimo celebrare le vittorie quando ci sono – non bisogna lasciarsele sfuggire – è altrettanto bellissimo celebrare le nostre sconfitte. Senza di loro non avremmo il piacere di sperimentare fino in fondo le nostre vittorie. E questo libro per me è decisamente una vittoria».

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