Denise Pipitone, la mamma Piera Maggio chiede di riaprire il caso

Denise Pipitone
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Sono trascorsi 13 anni da quando Denise Pipitone è scomparsa da Mazara del Vallo, in Provincia di Trapani.

LA STORIA GIUDIZIARIA

Secondo la ricostruzione proposta dagli inquirenti, Denise sarebbe stata rapita dalla sorellastra Jessica Pulizzi, anche lei minorenne, con la complicità della madre Anna Corona e dell’ex fidanzato Gaspare Ghaleb per motivi sottesi a «vendetta e gelosia perché Denise e Jessica Pulizzi sono figlie dello stesso padre, Piero Pulizzi». Jessica Pulizzi viene successivamente accusata di sequestro di minore in concorso e rinviata a giudizio il 18 gennaio 2010. La donna risulterà assolta in primo dal Tribunale di Marsala il 27 giugno 2013 e il successivo 2 ottobre 2015 la Corte d’appello di Palermo conferma l’assoluzione nei confronti di Jessica Pulizzi, sempre per insufficienza di prove.

LA RIAPERTURA DELLE INDAGINI

Come si legge su Giallo, la madre di Denise – che oggi avrebbe 17 anni – Piera Maggio, insieme al suo avvocato, ha avuto modo di riesaminare le 350mila pagine di atti e indagini svolte in merito al caso.

Nel 2004 – ha dichiarato Piera Maggio – era stata rintracciata un’impronta digitale di una manina in un determinato luogo, che ancora non possiamo svelare, ma non doveva essere lì“.

E ancora: “Non sappiamo se appartiene a Denise o a qualcun altro, ma potremmo scoprirlo se fosse ancora possibile confrontarla con una impronta della bimba. Oppure si potrebbe estrapolare il Dna e compararlo con quello di Denise“, ha spiegato la madre della scomparsa.

Da qui la richiesta di riaprire le indagini.