Deodorante spray sui colleghi di colore: “Ma questo non ce lo avete a casa?”/ VIDEO

Ad un anno dall’accaduto, la società e il dipendente sono stati condannati per molestie razziali.

Dipendente spruzza deodorate sui colleghi

Quasi un anno fa è stato pubblicato su Facebook un video registrato presso le cucine di un noto ristorante nella stazione di Milano Centrale, in cui si vede uno dei dipendenti usare un deodorante spray per contrastare il «cattivo odore» dei colleghi di colore.

Il giudice ha da poco deciso di condannare non solo il dipendente che ha compiuto l’atto molesto per discriminazione razziale, ma anche il titolare del ristorante, con l’accusa di aver creato un ambiente di lavoro «non inclusivo, di non accoglienza e respingente verso alcune persone».

Nell’ordine emanato dal giudice, alla nota catena di ristoranti è stata imposta la realizzazione di un corso di formazione al quale devono obbligatoriamente partecipare tutti i dipendenti che «con l’intervento di esperti, avvicini gli stessi alle tematiche razziali al fine di educarli al rispetto doveroso di ogni cittadino qualche che ne sia la sua provenienza o etnia».

Il video lo scorso anno ha fatto il giro del web determinando una valanga di polemiche. Nelle immagini si vedeva il dipendente che impugna un deodorante e ordinava ai colleghi di avvicinarsi a lui con la maglietta alzata e le braccia in alto per spruzzare il prodotto sia sulle ascelle che sul resto del corpo. Ascoltando attentamente l’audio invece si sentivano frasi come: «Ma questo non ce lo avete a casa? Perché non lo mettete?»; i colleghi che assistevano alla scena si facevano scappare qualche risatina e frasi come: «oh… disinfestazione».

Dipendente di Rossopomodoro spruzza deodorante sui colleghi
Dipendente di Rossopomodoro spruzza deodorante sui colleghi

L’azienda ovviamente ha preso le distanze da questo comportamento discriminatorio. Le vittime hanno avuto il coraggio di denunciare e rivolgersi agli avvocati che a loro volta hanno presentato un esposto contro il dipendente. Venerdì 24 Gennaio finalmente, la giudice Manuela Sara Moglia ha accolto le accuse e ha condannato le azioni del pizzaiolo come «molestie razziali».

Infinem il Tribunale ha condannato sia il molestatore che il datore di lavoro al risarcimento del danno  subito dalle vittime e, come già detto, ad organizzare per tutti i dipendenti un corso focalizzato sull’educazione al rispetto nei confronti di ogni cittadino, indipendentemente dalla provenienza etnica.

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