Derivati del pomodoro, arriva l’obbligo di indicazione dell’origine sulle etichette

Pomodoro

Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina e Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, hanno firmato il decreto interministeriale che introduce l’obbligo di indicazione dell’origine in etichetta per i derivati del pomodoro.

La nuova norma, come quella già in vigore per pasta, riso e prodotti lattiero caseari soddisfa la richiesta emersa da un sondaggio su 26mila cittadini, in cui più dell’82% degli intervistati considera importante conoscere l’origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare.

Il decreto si applica a conserve e concentrato di pomodoro, oltre che a sughi e salse composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.

I prodotti Made in Italy rappresentano il 98,5% della passata di pomodoro, della polpa e dei pelati che arrivano sulle nostre tavole. Grazie alla nuova norma le indicazioni sull’origine compariranno sull’etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili e leggibili.
Il decreto prevede che le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia riportino in etichetta le seguenti diciture:

a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;

b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato.

Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”.