Di Maio resta il capo politico del M5S: l’80% ha votato per il vicepremier

Gli iscritti pentastellati hanno confermato la guida politica di Di Maio.

Il vicepremier Luigi Di Maio è stato confermato capo politico del Movimento 5 Stelle con l’80% delle preferenze. I sì, infatti, sono stati 44.849, mentre 11.278 i voti contrari.

Sul blog del Movimento si legge che “oggi su Rousseau si è scritta una delle pagine più belle della storia di democrazia diretta del MoVimento 5 Stelle. E non per il risultato uscito fuori dalle ‘urne’, che ha confermato Luigi Di Maio come capo politico con l’80% dei consensi, ma per la partecipazione record a una votazione online per il MoVimento che è anche il record mondiale per una votazione online in un singolo giorno per una forza politica“.

Il M5S ha, poi, sottolineato che sono stati sventati tre attacchi hacker: dalle 11.17 alle 11.21, dalle 11.38 alle 11.40 e dalle 12.30 alle 13. Tutti falliti.

Di Maio, in un altro post sempre sul blog pentastellato, ha affermato: “la riconferma del mio ruolo di capo politico è solo il primo passo per avviare una profonda organizzazione del Movimento 5 Stelle, per renderlo più vicino ai cittadini, ai territori, per rimarcare la nostra identità e per permettere a questo Governo di realizzare quella idea di Paese che abbiamo costruito negli ultimi 10 anni con esperti, portavoce ed attivisti“.

Luigi Di Maio

E ancora: “Non perderò tempo, domani avrete già novità sul rinnovo di alcuni ruoli e procedure interne. Il nostro è un processo di evoluzione appena iniziato. Nelle prossime ore incontrerò i consiglieri regionali, lunedì i nostri sindaci e sabato prossimo una rappresentanza dei nostri consiglieri comunali di tutta Italia. Anche con loro parleremo di come rendere il Movimento più utile alle esigenze dei cittadini, delle imprese, delle associazioni, delle famiglie e in generale alle esigenze che vengono dal territorio. A proposito di territorio, la prossima settimana pubblicherò le date delle assemblee regionali a cui parteciperò in tutte le regioni di Italia. Sarà un confronto franco e produttivo con i nostri attivisti, ne sono certo“.

Roberto Fico, in un lungo post su Facebook, ha affermato: “ho subito detto di non essere d’accordo con il lancio della votazione di oggi su Rousseau. E per questo non parteciperò al voto. Sono sempre stato contrario alla politica che si identifica in una sola persona. Se il focus resta sulla fiducia da accordare o meno a una figura, e non sui tanti cambiamenti che invece, insieme, occorre porre in essere, non ci potrà essere alcuna evoluzione. Significa non cambiare niente“.

Il presidente della Camera ha poi scritto che “le linee politiche vanno definite in modo collegiale senza rincorrere strategie comunicative e umori del momento. E solo dopo comunicare. In questo modo si riafferma l’importanza della politica su tutto il resto“.