Cronaca Social

Diete per dimagrire: quali seguire e quali invece devi assolutamente evitare

Le malattie cardiache sono le prime cause di morte al mondo e a dirlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Per ridurre le patologie cardiache o che influenzano nettamente l’operato del cuore, si consiglia sempre l’esercizio fisico, di non fumare e di portare avanti una dieta sana. Per la salute del cuore, come ha studiato l’American Heart Association (AHA), è importante individuare quali diete vanno bene e quali sono solamente dannose. Alcuni esperti hanno quindi analizzato 10 diete popolari e chiarito quali sono quelle corrette per dimagrire e quali, in realtà, fanno proprio male.

La dieta DASH è giudicata la migliore per l’aiuto al cuore. Si prescrive spesso per prevenire o curare la pressione arteriosa alta. Si tratta di un regime alimentare che mette al centro elementi come frutta, verdura, carboidrati da cereali integrali, derivati del latte a basso contenuto di grassi, pesce, carne bianca, oli vegetali e prevede una sostanziale diminuzione, o eliminazione, di carne rossa, grassi animali, zucchero e alcol. Inoltre in questa dieta si usa molto poco sale.

Nello studio americano, in cima ci sono anche due diete vegetariane. La prima, la dieta pescetariana, quella che integra latticini, uova e pesce ma senza carne. E poi la dieta latto-ovo-vegetariana che ammette latticini e uova, senza pesce e carne.

In alto si trova anche la cosiddetta “dieta mediterranea”, anche se lascia spazio al vino rosso quotidiano e non limita il sale. “L’American Heart Association dice che nessuno dovrebbe bere alcolici se non ha già iniziato”.

Tutte queste diete finora citate sono quelle comunque oltre l’80 per cento degli obiettivi di salute del cuore. Altre diete, però, si trovano in basso nella classifica perché dovrebbero essere riorganizzate del tutto. Afferma lo studio: “Paleolitica e chetogenica non possono essere sistemate. Andrebbero sostituite”.

Nella fascia più bassa dei modelli alimentari ci sono quelle a bassissimo contenuto di carboidrati, come la Atkins, e varie diete chetogeniche, come la WFKD (Well-Formulated Ketogenic Diet, dieta chetogenica ben formulata). I punti deboli di certe diete sono sicuramente il forte consumo di carne rossa, di latticini, grassi saturi, poca frutta e verdura. 

Le diete vegane si pongono a metà, ma più in alto che in basso. Stesso discorso vale per la dieta volumetrica. Una dieta vegana esclude il consumo di animali, la dieta volumetrica, invece, si concentra soprattutto sulla densità calorica degli alimenti e sul senso di pienezza.

Gli studiosi che hanno pubblicato la ricerca spiegano che lo studio è nato per “mettere i medici al passo con i tempi, visto che la nutrizione spesso non è una priorità nei corsi di Medicina”. “Negli ultimi anni il numero di regimi alimentari si è moltiplicato e il livello di disinformazione su questi temi ha raggiunto livelli critici”.