Diffamò la moglie, condannato il giornalista Tiberio Timperi

Tiberio Timperi, volto noto della TV, conduttore di Unomattina in famiglia, è stato condannato a una sanzione pecuniaria di 1.500 euro.

Secondo il giudice, il racconto del dramma vissuto per vedere il figlio dopo il divorzio dalla moglie è stato diffamatorio.

Timperi, giornalista, nato a Roma nel 1964, scrisse nel settembre 2010 una lettera, pubblicata su un periodico, in cui raccontò “un’esperienza comune ad altri padri vittime di soprusi silenziosi”.

Timperi se la prese contro un sistema in cui “la madre quasi sempre affidataria può ostacolare il rapporto padre – figlio”.

Alla base dello sfogo c’è quanto accaduto a Timperi nell’estate del 2011, quando fu costretto a chiamare i Carabinieri per potere vedere i figlio, accusando l’ex moglie, Orsola Gazzaniga, di creargli continui ostacoli.

Scrisse Timperi: “Noi padri separati chiediamo giustizia. Sono un bravo papà, mi hanno trattato come fossi un criminale. La mia colpa? Quella di essere un affidatario in seconda, in un paese matriarcale dove la legge continua a essere più uguale per le mamme“.

Per queste parole Timperi è stato assolto ma non per queste, rilasciate a un’intervista, ritenute diffamatorie: “Io non posso vedere liberamente mio figlio, nonostante questo sia esplicitamente previsto nel provvedimento del tribunale.(…) Non riesco a parlarci per telefono. La madre non risponde ai carabinieri né ai miei telegrammi: anche il suo avvocato non risponde ai fax del mio. Questo si chiama sottrazione di minore, minore che può essere manipolato da una madre malevola“.

La decisione del giudice è stata accolta “con soddisfazione” dal legale di Gazzaniga, l’avvocato Attilio Soriano.

L’avvocato ha affermato che la sentenza “arriva, dopo numerose udienze e dopo un meticoloso accertamento dei fatti. È stata, finalmente ed in maniera autorevole affermata la dolosa falsità delle dichiarazioni con le quali il Timperi ha per troppo tempo sostenuto che la signora Gazzaniga avrebbe ostacolato il rapporto di frequentazione con il figlio”.