Disabile di 21 anni cade in strada per colpa di una buca e muore

È accaduto a Firenze, la vittima si chiamava Niccolò Bizzarri.

Dramma lunedì scorso, 13 gennaio, a Firenze, in cerca di risposte immediate.

Un giovane disabile di 21 anni, Niccolò Bizzarri, è caduto con la carrozzina in piazza Brunelleschi, restando incastrato nella pavimentazione stradale dissestata: è deceduto sette ore dopo, dopo essere stato mediato al Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova.

Bizzarri era appena uscito dalle lezioni della Facoltà di Lettere quando, stando al racconto di alcuni testimoni, è finito in una buca. Il 21enne, cadendo, ha sbattuto la testa ed è morto intorno alle 20.30.

La Procura del capoluogo toscano ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo ed è stata disposta l’autopsia. Inoltre, la Procura ha disposto il sequestro dell’area di piazza Brunelleschi in cui è avvenuta la tragedia. Tuttavia, stando a quanto riportato dal quotidiano La Nazione, i vigili urbani avevano allertato il Global Service – che si occupa della gestione e della manutenzione delle strade di Firenze – che ha riparato la buca con l’asfalto.

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Sono al vaglio della magistratura anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Tanti i messaggi condivisi su Facebook dagli amici della vittima. Scrive Francesco Gazzini, candidato consigliere comunale alle elezioni del 2019 nella lista del sindaco Dario Nardella: «Caro Nicco, che fortuna esserti stato amico. Qualche volta, è vero, la sedia te l’ho spinta io, ma ti garantisco che eri te quello che mi trascinava sempre. Con il tuo non lamentarti mai mai mai di nulla, con la tua tenacia, con la tua serietà nello studiare, con i tuoi messaggi durante le elezioni, con la tua fede mai formale e la tua certezza nella bontà del destino. Ti tengo per sempre nel cuore».

Lista Aperta, un gruppo universitario di cui faceva parte Bizzarri, su Facebook ha pubblicato una lettera indirizzata al rettore dell’Università di Firenze: «Niccolò soffriva dalla nascita di una malattia degenerativa (la Sindrome di Duchenne) che lo ha progressivamente costretto alla disabilità motoria, tanto da vivere gli ultimi dieci anni in carrozzina».

Lunedì scorso, uscito dalla Biblioteca Umanistica, «ha avuto una brutta caduta che inizialmente sembrava non avesse portato a danni irreversibili, ma in seguito, verso le 21, un arresto cardiaco lo ha condotto alla morte».

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