Distanziamento sociale fino al 2022: lo studio a supporto

È un’ipotesi presa in considerazione a meno che non arrivi un vaccino.

Una recente ricerca statunitense dimostrerebbe come il distanziamento sociale sia necessario per almeno due anni. Questo se non arriva un vaccino su larga scala o non aumentano i posti letti nei reparti di terapia intensiva delle strutture ospedaliere.

Nello studio, pubblicato sulla rivista Science Tuesday, i ricercatori della Harvard TH Chan School of Public Health hanno dimostrato che diversi focolai secondari di Covid-19 potrebbero verificarsi anche dopo la fine dello stato di emergenza da Coronavirus.

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Una soluzione, a detta degli scienziati, per evitare di mandare la sanità al collasso e che ci siano ulteriori vittime, è quello di prolungare il distanziamento sociale fino al 2022. I ricercatori hanno analizzato i dati statunitensi per fare una proiezione dei possibili scenari da oggi al 2025.

Secondo le capacità sanitarie odierne, lo stato della pandemia potrebbe durare per due anni e oltre. Almeno questa è la conclusione a cui sono arrivati gli scienziati di Harvard. Il distanziamento sociale, quindi, sarebbe necessario dal 25 al 75% dei casi.

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«Gli sforzi di allontanamento una tantum sono meno efficaci e possono provocare un’epidemia a picco singolo prolungata»: hanno dichiarato. «Nel 2022 può essere richiesta una distanza di sicurezza, a meno che non vengano potenziate le terapie intensive, non arrivi una cura o un vaccino».

Un vaccino efficace, però, può richiedere mesi o anni perché sia sviluppato, testato e disponibile su larga scala. Una collaborazione tra Oxford e Pomezia sembra stare dando i primi frutti, e ci sono altri cinque sperimentazioni in atto a livello globale. Fino a quel momento, la prevenzione e il distanziamento sociale sembrano essere le uniche soluzioni. Quello che si spera è che, prima del 2022, la ricerca progredisca e dia dei risultati tangibili. I primi forse stanno arrivando.

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