Distrugge la sua pizzeria a martellate: “Impossibile riaprire” (VIDEO)

L’emergenza da Covid-19 sta mettendo in ginocchio un intero Paese, non solo dal punto di vista sanitario.

distrugge pizzeria a martellate
Alcuni screenshot del video

Succede a Ploaghe, in provincia di Sassari, in Sardegna: una regione che vive di turismo e che – insieme al resto della nazione – sta soffrendo a causa degli effetti del lockdown. Dopo più di due mesi di chiusura forzata, Gian Mario Fenu distrugge la sua pizzeria a martellate, il Fanatic Club. Un gesto disperato, uno sfogo, sfrutto della rassegnazione: sono tante le interpretazioni che si possono dare, ma tutte riconducono al Coronavirus.

«Non ce l’ho con nessuno, semplicemente non ho la forza di ricominciare. Anche chiusa, quest’attività mi è costata 3 mila euro al mese». Fenu ha documentato con un video il momento e lo ha condiviso sui social. In poche ore, ha ottenuto migliaia di visualizzazioni. Una magra consolazione che non può ripagarlo di una vita fatta di sacrifici.

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Distrugge la sua pizzeria a martellate: un’azione che potrebbe sembrare folle, ma non quanto il suicidio di un imprenditore a Napoli. Ma quanto c’è di folle in realtà? Ben poco: tutto svanisce e rimane solo la disperazione.

Uno studio della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), che ha analizzato un campione di 640 professionisti della ristorazione e del turismo, nel periodo che va dal 27 marzo al 2 aprile, ha registrato dati drammatici.

«L’85,5% delle imprese che potrebbero svolgere l’attività limitatamente al solo servizio di consegna a domicilio (principalmente ristoranti, pizzerie, pasticcerie) è completamente chiuso e il restante 14,5% sta cercando di reinventarsi il lavoro proprio mediante la consegna di cibo a domicilio»: si legge nel documento.

Di questi, l’89% «svolge il servizio di consegna in proprio, avvalendosi dei dipendenti in forza. Il 92% dichiara di aver registrato ripercussioni negative sulla propria attività». Il bilancio è presto fatto. Si stima una perdita di fatturato di oltre il 30% per il 57% dei ristoratori, e tra il 10% e il 30% per tre imprenditori su dieci.

La flessione raggiunge, mediamente, il 30%. Ecco allora che risollevarsi diventa davvero complesso, in più ci si mette la burocrazia con ritardi e disservizi nell’erogazione degli aiuti al reddito stanziati dal Governo.

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