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Domenica delle Palme: quali sono le origini della festa?

Ecco il significato della festa che dà il via alla Settimana Santa

La Pasqua si avvicina. Inizia domani, con la domenica della Palme (chiamata liturgicamente Seconda Domenica di Passione), la Settimana Santa ovvero quella che accompagna i Cristiani verso la festa religiosa più importante attraverso la rievocazione degli ultimi giorni di vita di Cristo. Si tratta di una festa celebrata non solo dai cattolici ma anche dagli ortodossi e dai protestanti.

Ma cosa si celebra durante la domenica delle Palme?

Secondo quanto descritto nei Vangeli (seppur con qualche differenza tra gli Evangelisti) è il giorno in cui Gesù fa il suo ingresso a Gerusalemme a cavallo di un’asina (simbolo di umiltà e mitezza). Ad acclamarlo c’è una folla molto numerosa che agita festosamente rami di palma e di ulivo. Durante il suo ingresso, la gente canta “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’alto dei cieli!”.

L’episodio dei rami che vengono agitati in segno di saluto rimanda alla celebrazione della festività ebraica di Sukkot, ovvero la Festa delle Capanne. Durante questa festa i fedeli arrivavano a Gerusalemme e salivano al tempio agitando il lulav, un mazzetto composto da rami di palma (simbolo della Fede), mirto (simbolo della preghiera) e salice (la forma delle foglie ricordava la bocca chiusa dei fedeli in silenzi davanti a Dio) legati insieme da un filo di erba.

Oggi, i rametti di palma benedetti durante la funzione religiosa vengono scambiati fra i credenti come simbolo di pace.

In passato, inoltre, i contadini erano soliti bruciare un rametto di ulivo quando si avvicinava un temporale. Il rito veniva svolto all’aperto così che il fumo che saliva in cielo ricordasse a Dio che gli uomini erano in pace con lui che doveva, quindi, proteggere i loro campi dalla grandine.

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