Domenica non saremo noi a mettere la scheda elettorale nell’urna

Mancano solo 5 giorni al voto e ci saranno molte novità rispetto all’ultima volta in cui gli italiani sono stati chiamati ad eleggere la composizione del nuovo Parlamento (e, di conseguenza, del Consiglio dei Ministri).

Innanzitutto, rispetto alla scorsa volta, si voterà solo di domenica, dalle 7 alle 23.

Poi, ci saranno di nuovo i nomi dei candidati sulle due schede elettorali: la rosa per la Camera e la gialla per il Senato. Non sarà, comunque, possibile scegliere il singolo candidato dei listini. Occorrerà semplicemente barrare il simbolo della lista, azione che conseguentemente attribuirà il voto a tutti i membri della lista, oltre che al candidato uninominale appoggiato da quella lista.

Sulla scheda gli elettori troveranno le istruzioni per l’uso e il tagliando antifrode.

In relazione a quest’ultimo, non sarà più chi ha votato a inserire la scheda dentro l’urna ma il presidente del seggio. Infatti, è stato disposto un codice progressivo alfanumerico, introdotto per impedire il voto scambio. In sintesi, una volta entrato nel seggio, l’elettore riceverà una scheda con un codice identificativo riportato su una parte rimovibile. Il presidente del seggio annoterà sul registro questo codice accanto a quello dell’elettore. Una volta espressa la sua preferenza, l’elettore riconsegnerà la scheda chiusa al presidente del seggio, che controllerà che il codice della scheda corrisponda a quello annotato sul registro, che resterà visibile anche sulla scheda chiusa. A quel punto rimuoverà il tagliando con il codice così da impedire che si possa risalire all’identità dell’elettore e inserirà la scheda nell’urna. Il motivo è chiaro: così si eviterà che ci sia qualcuno che si possa portare una scheda elettorale dall’esterno (il cosiddetto voto di scambio).

Non bisogna dimenticarsi, infine, di portarsi con sé la tessera elettorale e un documento di identità.

LA SCHEDA ELETTORALE: