Don Alex Zanotelli: “I militari morti a Nassirya? Non furono martiri”

Polemiche per le parole del sacerdote nel giorno del 16° anniversario dell’attentato di Nassiriya.

Stanno suscitando molte polemiche le parole di don Alex Zanotelli, missionario e pacifista, rilasciate all’agenzia stampa Adnkornos nel giorno del 16° anniversario dell’attentato di Nassiriya (che causò la morte di 19 italiani: 12 carabinieri, 5 soldati e 2 civili).

«L‘Iraq è davvero una grande patata bollente… Ma la presenza militare italiana non deve più esserci, non possiamo più stare in un Paese che abbiamo contribuito a distruggere. Diverso è il discorso relativo alla presenza civile italiana, di assistenza alla popolazione», ha affermato Zanotelli che ha aggiunto: «L‘Iraq è stato distrutto da una guerra completamente ingiusta, tutta costruita sulle menzogne dell’Occidente, contro cui una delle poche voci che si sollevò allora fu quella di Papa Giovanni Paolo II, il popolo è stato annientato, tutte le relazioni sono saltate. Restare in una situazione del genere è un obbligo morale per la comunità internazionale, anche per noi italiani, ma non con i militari: servono ben altre presenze per ricostruire quel territorio e rimettere in piedi quella società».

E poi l’affondo: «Anche i militari vittime dell’attentato a Nassiriya non andrebbero definiti ‘martiri’, in quanto noi eravamo lì per difendere con le armi il nostro petrolio: guardiamoci in faccia e diciamoci queste cose, anche se purtroppo in Italia sembra impossibile dirlo e costa una valanga di insulti… ma è questa la cruda verità. Cosa ci stanno a fare, ancora oggi, i soldati italiani in Iraq, come del resto anche in Afghanistan? Noi occidentali li aiutiamo a fare la guerra all’Isis? Ma se in Siria abbiamo abbandonato i curdi, che hanno davvero lottato contro l’Isis…».

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Antonio De Poli, senatore dell’Udc, ha affermato: «Le parole di padre Alex Zanotelli sono inaccettabili. Sedici anni fa la strage di Nassirya: nessuno può arrogarsi il diritto di offendere la memoria dei nostri militari. La politica in maniera bipartisan condanni esplicitamente tali espressioni che rischiano di macchiare una giornata che è dedicata a chi ha dato la vita per il nostro Paese, al servizio della nostra patria».

Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati: «Le parole di padre Alex Zanotelli denotano ignoranza e scarso senso della realtà. Raccontano una verità antistorica, insultando in modo assurdo gli eroi di Nassiriya e tutti i nostri ragazzi delle Forze Armate che in Iraq e in giro per il mondo lavorano quotidianamente per la pace e la democrazia. Si vergogni almeno un po’ e chieda scusa per le sue gravi affermazioni».

Giorgio Mulé, deputato di Forza Italia: «Le parole di padre Alex Zanotelli sui militari italiani uccisi in Iraq sono sovrapponibili a quelle di chi sostiene che Falcone e Borsellino furono vittime di un ‘incidente di lavoro’. Si tratta di bestemmie: nei confronti di chi le pronuncia c’è solo da provare un’infinita pena».

Matteo Salvini, leader della Lega: «Questo signore non sa quello che dice, dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa ai parenti dei nostri morti: è indegno di dirsi prete. Scriverò direttamente in Vaticano».

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