Cronaca Social

Dopo quanti anni un’auto diventa d’epoca? Risparmi su bollo e assicurazione

Ogni anno arriva una novità dal punto di vista dell’utilizzo di energia da parte delle automobili, in linea con le politiche green e al passo con le tecnologie più ricercate. Negli ultimi tempi le attenzioni si sono concentrate soprattutto sulle auto a emissioni zero, vale a dire quelle elettriche, mezzi che ancora necessitano di avere un prezzo più accessibile e delle fonti di ricarica più capillarmente diffuse. Ma la strada intrapresa sembra quella giusta e incoraggiante per il bene nostro e del Pianeta.

Ma il traffico, o meglio il parco automobilistico in generale, non è fatto solo di mezzi a benzina, diesel, ibridi o elettrici. Ci sono anche automobili in possesso a collezionisti o a cittadini che sono affezionati alla propria cara vecchia auto, che necessitano tutele e informazioni aggiuntive, soprattutto in fatto di tasse.

È vero che in molte città ci sono certe auto e certi motori “euro zero”, quindi totalmente sprovvisti di ogni filtro per diminuire le polveri rilasciate nell’aria ma sono mezzi che vanno tutelati, assicurati, protetti in qualche modo. Il tutto senza mettere un salasso sulle spalle del proprietario che tiene con amore un’auto che mantiene intatta e pulita da molti anni.

Dunque, parliamo di auto d’epoca: come si ottiene lo status e che vantaggi ci sono? Per fortuna c’è ancora un mercato fiorente e un grande apprezzamento per le auto storiche e d’epoca. Ci immaginiamo siano sempre quelle Ferrari Dino e quelle Lamborghini Miura che non ha nessuno in garage ad essere “auto d’epoca” e invece possiamo rimanere sorpresi. 

Un’auto o una moto diventano formalmente d’epoca dopo 30 anni dalla loro iscrizione all’interno del registri ASI (il pubblico registro in cui si annotano le auto storiche ancora attive e funzionanti). Per diventare storiche, quindi “vecchie”, servono 20 anni. Non basta solo il tempo per definire un’auto d’epoca. In pratica prima è necessario il CrS (Certificato di rilevanza Storica), a 20 anni dall’immatricolazione. Successivamente, grazie a questo, servono 30 anni per essere d’epoca.

Le vetture devono anche essere fedeli all’originale. Ci sono regole ferree sulla manutenzione e il restauro delle auto storiche e d’epoca. Tutto è finalizzato alla preservazione del patrimonio storico delle auto. I costi di assicurazione di un’auto d’epoca sono notevolmente ridotti rispetto alle auto nuove. Il bollo deve essere pagato solo se si decide di circolare. 

Si legge sul sito ASI: “L’Automotoclub Storico Italiano, come da art. 60 del Codice della Strada che regola i “Motoveicoli e autoveicoli d’epoca e di interesse storico e collezionistico”, è un ente certificatore riconosciuto dallo Stato. L’ASI rilascia certificati che attestano le caratteristiche di storicità e di autenticità dei veicoli. Sono validi per usufruire di benefici e facilitazioni previsti dalle leggi, che riconoscono la valenza storica e culturale dei mezzi. La qualità dei veicoli storici certificati dall’ASI è molto elevata. Il Regolamento Tecnico dell’Ente, posto a base di tale certificazione, viene applicato in modo assai rigoroso: l’autenticità e l’originalità dei veicoli diventano elementi essenziali per ottenere i certificati che l’ASI rilascia quale corredo storico dei veicoli esaminati dalla propria Commissione Tecnica”.